Pare (lo sostiene Le Figaro), che il governo Hollande abbia scoperto che non ci siano i soldi per tutte le grandi opere avviate da Sarkozy e che occorra stabilire delle priorità. Tra i progetti in forse c'è anche la linea ferrovia-ria Torino-Lione, malamente soprannominata Tav. Apriti cielo! Ma non era un progetto irrinunciabile, da cui non si poteva tornare indietro, e che la Francia tutta voleva realizzare? Anche Hollande si era espresso a favore durante la campagna elettorale. Ma poi, forse, un qualche realismo ha prevalso, anche indipendentemente dalla crisi. Molti studiosi francesi indipendenti avevano infatti già espresso forti dubbi, esattamente come in Italia; e anche lì altrettanto inascoltati, dato il peso degli interessi intorno a queste "fontane di soldi pubblici". É un bene per l'Italia? Non sappiamo ancora, né sappiamo se la Torino-Lione uscirà dall'elenco o no. Ma sicuramente è un bene che si evidenzi l'assoluta necessità di determinare una gerarchia tra progetti. C'è da sperare che questa gerarchia sia determinata sulla base di valutazioni economiche e finanziarie trasparenti, democraticamente conoscibili e discutibili. Questo è il nocciolo della questione, che non vuol dire che alla fine la scelta non debba essere politica, anzi. Ma esplicita sì, si tratta di un prerequisito irrinunciabile, quando ci sono in gioco tantissimi soldi pubblici e lobby molto potenti. In particolare, il quadro macroeconomico (per entrambi i paesi) richiede che ogni euro di spesa pubblica sia indirizzato a creare la massima occupazione possibile, il più rapidamente possibile. Dobbiamo rilanciare la domanda interna e farlo rapidamente. I lavoratori spendono subito, non possono accumulare. Le grandi opere hanno caratteristiche opposte: per ogni euro, creano poca occupazione rispetto alle piccole opere e alle manutenzioni, e la creano nel lungo periodo. Poi il settore ferroviario richiede molti più soldi pubblici di quello stradale, nonostante le sue benemerenze ambientali (che spesso vengono sovrastimate, e non certo in modo innocente). Speriamo che il governo Monti faccia tesoro di questa evoluzione francese, e si decida a fare un po' di analisi economiche indipendenti e comparative, cosa mai fatta fin'ora da nessun governo.
Soldi pubblici e grandi opere: questione di priorità
Il governo Hollande ha scoperto che non ci sono i soldi per le grandi opere avviate da Sarkozy, tra cui la linea ferrovia-ria Torino-Lione. Il progetto è stato malamente soprannominato Tav. Molti studiosi francesi avevano già espresso dubbi sul progetto. La Francia ha bisogno di stabilire priorità tra progetti per rispettare la crisi economica. Il governo deve determinare una gerarchia tra progetti sulla base di valutazioni economiche e finanziarie trasparenti. La scelta deve essere politica, ma esplicita. Il quadro macroeconomico richiede di creare la massima occupazione possibile con ogni euro di spesa pubblica. Le grandi opere hanno caratteristiche opposte a quelle delle piccole opere e alle manutenzioni.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo