Anche solo per il fatto di essere dedicata al patrono cittadino, è tra le più importanti chiese della città: da lunedì sono cominciati i lavori di restauro della facciata di Sant'Omobono, cui seguiranno gli interventi sul lato dell'edificio che dà su via Oscasali. E domani è atteso il sopralluogo di Antonio Mazze-ri, funzionario della Soprintendenza di Brescia che seguirà i lavori. «L'intervento sulle statue, invece precisa don Achille Bonazzi, responsabile dell'Ufficio diocesano per i beni culturali lo faremo alla fine». Verranno pulite con la metodologia che prevede l'utilizzo del laser. Non solo, ma poiché sulle statue potrebbero essere presenti alcuni lacerti dell'originale policromia, proprio per avere il più possibile informazioni sulla tecnica scultorea, sono previste alcune indagini in fluorescenza X. Le due statue in facciata dedicate una a Sant'Omobono e l'altra presumibilmente a un vescovo, Sicardo o Imerio sono tra gli elementi più antichi di una chiesa dalla storia molto travagliata. Un tempio dedicato a San-t'Egidio sarebbe stato già esistente a Cremona intorno al 513, ma in ogni caso ne venne eretto uno nel 949 per volontà dei coniugi Ardengherio e Attilia Isolani, che si fecero carico della costruzione e del mantenimento della chiesa. Il tempio fu eletto a collegiata nel 1050 e tale restò fino al 1522, quando durante la dominazione francese fu retrocessa a parrocchia. Ma la chiesa, soprattutto, è legata al culto di Sant'Omobono. E la chiesa in cui Omobono Tucenghi andava a pregare, è la chiesa in cui mori il 13 novembre 1197, è la chiesa in cui fu sepolto fino al 1357, anno in cui il corpo fu traslato nella cripta della cattedrale. Fino a quel momento la chiesa fu meta dei pellegrinaggi dei fedeli al culto di Omobono, mercante di panni e sarto, uomo giusto e generoso, il primo laico della storia della Chiesa a essere proclamato santo. Nel 1363la chiesa di Sant'Egidio venne comunque riedificata e intitolata anche a San-t'Omobono, canonizzato nel 1199 a meno di due anni dalla morte. Al XIII secolo risalgono invece le due statue, realizzate in marmo rosa di Verona e custodite in facciata in due nicchie simmetriche. L'attuale facciata risale al 1602 ed è opera dell'architetto Giuseppe Dattaro, cui si devono anche alcuni rimaneggiamenti interni, a cominciare dall'erezione di un nuovo altare dedicato a Sant'Omobono. Anche all'interno la chiesa è stata più volte rifatta e, a parte a una sezione dell'abside romanica e i contrafforti quattrocenteschi, non resta molto della costruzione più antica. Le decorazioni pittoriche si devono a Giovan Battista Zaist e a Giovan Angelo Borroni. Fu quest'ultimo ad affrescare nella cupola quattro storie della vita di Sant'Omobono e la Gloria del santo. Le quadrature che contornano gli affreschi sono invece dello Zaist. L'altare maggiore è realizzato con marmi policromi e impreziosito da una transenna in ferro battuto. Non mancano altre opere: una pala raffigurante Sant'Omobono che discute con gli Eretici di Giovan Battista Trotti; l'altare di San-tìOmobono, sovrastato da un'Adorazione dei Magi, attribuita a Giulio Campi; una pala raffigurante Cristo che si accomiata da Maria di Angelo Massarotti; una pala con la Vergine e i Santi Antonio Abate e Carlo Borromeo di Giovanni Battista Lodi; e un'Annunciazione opera del 1572 di Bernardino Campi. Non manca il Crocifisso romanico davanti a cui, secondo la tradizione, pregava Omobono. Gli interventi di restauro saranno coordinati da Ezio Gozzetti ed eseguiti dalla ditta Lithos di Venezia, il cui direttore tecnico è Elvira Boglione. I primi lavori sono legati ai pinnacoli, da mettere in sicurezza, alle coperture del timpano e al collegamento strutturale tra facciata e corpo centrale della Chiesa. L'auspicio è di concludere i lavori entro il prossimo novembre, in occasione della festività del patrono.
CREMONA Sant'Omobono, partiti i lavori. Interventi di consolidamento in facciata e sulle coperture.
La chiesa di Sant'Omobono a Brescia sta subendo un restauro della facciata, che sarà coordinato da Ezio Gozzetti e eseguito dalla ditta Lithos di Venezia. I lavori inizieranno con la pulizia delle statue, che saranno poi esaminate con la tecnica del laser per scoprire eventuali lacerti di policromia. Le statue sono tra gli elementi più antichi della chiesa, che risale al 949 e è stata dedicata al culto di Sant'Omobono. La chiesa è legata al culto di Omobono Tucenghi, mercante di panni e sarto, che fu canonizzato nel 1199.
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