Un vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro: è questa la scomoda condizione di un assessore alla cultura in seno alla giunta di un ente locale. Al suo ufficio è invariabilmente dedicato l'ultimo capitolo di spesa nel bilancio e le prime attenzioni quando si impone la necessità di tagli. Quella apertasi ieri mattina a Roma è la terza conferenza nazionale degli assessori alla cultura e al turismo: tre giorni di confronto tra esponenti del Governo, degli Enti locali, delle imprese per individuare le nuove frontiere di sviluppo del settore. L'obiettivo è quello di sottolineare il ruolo strategico che cultura e turismo possono svolgere nel rilancio competitivo del nostro Paese. I dati presentati dal presidente di Federculture Maurizio Barracco sono eloquenti: negli ultimi 12 anni le presenze nelle città d'arte sono aumentate del 79. Il turismo culturale è diventato il battistrada dell'industria turistica nazionale. A questi risultati non corrispondono tuttavia adeguati investimenti: le risorse destinate dallo Stato al settore nel 2004 ammontano a 24,5 milioni di euro a fronte dei 73,6 della Francia e dei 102, 6 della Spagna. Per competere servono maggiori risorse. Il ministro per ì Beni e le attività culturali Giuliano Urbani (nella foto) ha accolto in pieno questo appello. «Bisogna investire il doppio di quanto non si faccia oggi», ha dichiarato annunciando la pubblicazione di un libro bianco sul patrimonio culturale italiano.
Turismo e cultura, a Roma il summit degli assessori
La terza conferenza nazionale degli assessori alla cultura e al turismo si è svolta a Roma. L'obiettivo è stato quello di individuare le nuove frontiere di sviluppo del settore. I dati presentati dal presidente di Federculture Maurizio Barracco mostrano un aumento del 79% delle presenze nelle città d'arte negli ultimi 12 anni. Tuttavia, le risorse destinate al settore dallo Stato sono inferiori a quelle della Francia e della Spagna. Il ministro per i Beni e le attività culturali Giuliano Urbani ha annunciato la pubblicazione di un libro bianco sul patrimonio culturale italiano e ha dichiarato che bisogna investire il doppio di quanto non si faccia oggi.
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