Il più antico edificio sacro di Selinunte è il tempio R: l'importante ritrovamento è avvenuto nell'acropoli a sud del tempio C nella località siciliana con la campagna di scavi svolta da un'équipe dell'Institute of fine arts della New York University presieduta dal prof. Clemente Marconi. 12072012 Ha dell'eccezionale il ritrovamento, al parco archeologico di Selinunte, degli elementi arcaici del tempio «R», forse dedicato alla dea Demetra e che sorge sull'acropoli, a sud del tempio «C». Durante l'ultima campagna di scavi, svolta fra gli scorsi mesi di maggio e giugno, una équipe multidisciplinare dell'Institute of fine arts della New York University, diretta dal professore Clemente Marconi, ha riportato alla luce i resti di un grande tempio sacro databile fra il 650 e il 630 avanti Cristo. «Si tratta del più antico edificio sacro ritrovato sino a oggi a Selinunte - dice Caterina Greco, direttrice del parco archeologico -. Gli studiosi ne ipotizzavano la presenza già da tempo. Per la datazione sono stati importanti i materiali ritrovati, tra cui una statua fittile che forse raffigura la dea Demetra a cui probabilmente il tempio è dedicato. Abbiamo dati che orientano in tal senso e che necessitano, però, di approfondimenti». I resti arcaici sono stati ritrovati sotto al pavimento del tempio R il cui piano del V secolo è ben conservato. Presenta tracce di incendio e vi sono state trovate punte di frecce, riferibili alla presa cartaginese della città nel 409 a. C. oltre a frammenti di una lekythos attica a fondo bianco (480 a. C.). Nei mesi scorsi erano stata identificata parte del muro e del pavimento, ora la nuova campagna di scavi ha riportato alla luce due fori di palo di grandi dimensioni, che sono i resti del colonnato centrale, e della ceramica, databile fra il 650 e il 630 a. C., tra cui un vaso dalla forma allungato (lekythos) di stile protocorinzio con animali che pascolano. «Quella di Selinunte - afferma Sebastiano Missineo, assessore regionale ai Beni culturali e all'Identità siciliana, - è un'altra scoperta eccezionale dopo quella effettuata nelle scorse settimane nella parte sud della Villa del Casale di Piazza Armerina. E' la prova che la Sicilia è un giacimento di tesori in parte inesplorato che devono essere tutelati e conservati. Il prestigio e il valore artistico di questi ritrovamenti conferma il ruolo innovativo dei parchi archeologici nello sviluppo della cultura e della ricerca». Questa campagna di scavi a Selinunte è stata condotta nell'ambito di una convenzione tra il Dipartimento dei Beni culturali e dell'Identità siciliana, il Parco archeologico e l'Institute of fine arts della New York University. «Ulteriori ricerche - sostiene Marconi, che effettua scavi a Selinunte dal 2007 - potranno fornire chiarimenti circa le dimensioni e la pianta dell'edificio: si tratta comunque di una scoperta notevole, che dimostra come la costruzione dei templi delle principali divinità della polis fosse uno degli atti eseguiti alla fondazione delle colonie». 12072012
SICILIA - Scoperta archeologica E' il tempio R il più antico di Selinunte
Un'équipe dell'Institute of fine arts della New York University, diretta dal prof. Clemente Marconi, ha riportato alla luce i resti di un grande tempio sacro a Selinunte, databile fra il 650 e il 630 a. C. Il tempio, forse dedicato alla dea Demetra, sorge sull'acropoli, a sud del tempio C. I resti arcaici sono stati ritrovati sotto al pavimento del tempio R, il cui piano del V secolo è ben conservato. Sono stati trovati punte di frecce, riferibili alla presa cartaginese della città nel 409 a. C., oltre a frammenti di una lekythos attica a fondo bianco (480 a. C.).
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