QUELLO che più si avvicina al cielo è un platano alto cinquanta metri in via Soriani a Motta Visconti. Il più robusto, invece, è un cedro libanese, il cui tronco ha una circonferenza di sei metri e ottanta: si trova in un giardino privato in via Taverna a Cernusco sul Naviglio. E se il più antico albero monumentale in città è la quercia rossa di piazza XXIV Maggio (datata 1895, ma piantata nella piazza di cui è divenuta il simbolo proprio il 24 maggio del 1924, in onore dei caduti nella prima guerra mondiale), di storia da raccontare ne ha certamente di più il gelso bianco di via Brera a Nerviano. Che resiste da ben cinque secoli, da quel lontano 1512 in cui re Luigi XII fu cacciato dal ducato di Milano e al suo posto s u b e n t r ò M a s s i m i l i a n o Sforza. Gli alberi di interesse monumentale nella provincia di Milano sono 1017, di cui 498 nel capoluogo. Censiti dal comitato scientifico dell'assessorato provinciale alla Pianificazione del territorio, che ha proseguito il lavoro iniziato dalla precedente giunta. E ora ufficialmente intoccabili, perché inseriti nel Piano territoriale di coordinamento in vigore da oggi, che ne sancisce la tutela per il loro valore paesaggistico. «Proteggendo questi esemplari - spiega l'assessore alla Pianificazione del territorio, Fabio Altitonante preserviamo anche l'ambiente in cui sono inseriti, come nel caso di piazzale Libia o di piazzale Bacone». Il nuovo Ptcp prevede 162 chilometri quadrati di "ambiti agricoli strategici" che si aggiungono ai 765 dei parchi regionali. Ma la novità, per quanto riguarda gli alberi, è che i cittadini potranno contribuire in modo interattivo all'elenco di quelli di interesse monumentale, segnalandone (all'indirizzo mail p.paesisticaprovincia.milano.it) di nuovi. L'iniziativa, però, non lascia tutti soddisfatti: «Idea simpatica e lodevole - commenta Edgar Meyer, presidente dell'associazione "Gaia animali ambiente - ma bisognerà vedere quante di queste piante individuate dai cittadini verranno poi davvero considerate di interesse monumentale e quindi degne di tutela». Brucia ancora, tra le organizzazioni ambientaliste, la ferita per le centinaia di pioppi cipressini del parco di Trenzanesio nella storica residenza Invernizzi, abbattuti il mese scorso per allargare la statale Rivoltana: un'opera complementare alla Brebemi. Ed è recente anche la delusione per l'approvazione in consiglio provinciale dello "stralcio" per 100mila metri quadrati di Parco sud la cui destinazione originaria a terreno agricolo è stata modificata nonostante le accese proteste dei sindaci. Contraddizioni, nell'elenco stilato fino ad oggi, ce ne sono. Manca, ad esempio, uno degli alberi cui i milanesi sono da sempre affezionati: la Paulonia di Brera, all'incrocio tra via San Carpoforo e via Formentini. Per difenderla, solo un mese fa, residenti e commercianti della zona hanno raccolto firme contro l'approvazione, da parte della Commissione al paesaggio del Comune e della Sovrintendenza ai beni architettonici, di un progetto che prevedeva al suo posto la costruzione di un edificio di quattro piani. Così come, nella lista degli alberi da proteggere, ne compaiono alcuni che non esistono più. Come il faggio rosso alto venti metri in via Algarotti: morto, nonostante i buoni propositi prima e durante i lavori, a causa del cantiere del Pirellone bis. O il noce tra via Confalonierie vicolo de Castilla, buttato giù nel 2007 assieme alla Stecca degli artigiani per fare posto ad un altro edificio. Che per ironia della sorte sarà un grattacielo coperto di alberi: un bosco sì, ma verticale.
MILANO - Dal più antico al più alto i mille monumenti verdi che ora sono intoccabili
In provincia di Milano, ci sono 1017 alberi di interesse monumentale, di cui 498 nel capoluogo. Il nuovo Piano territoriale di coordinamento (PTC) prevede la tutela di questi esemplari per il loro valore paesaggistico. I cittadini potranno contribuire all'elenco di quelli di interesse monumentale segnalando di nuovi. Tuttavia, alcune organizzazioni ambientaliste hanno espresso delusione per l'approvazione di alcuni progetti che prevedevano la demolizione di alberi. Manca anche uno degli alberi più amati dai milanesi, la Paulonia di Brera. Alcuni alberi sono stati demoliti per fare posto ad edifici, come il faggio rosso in via Algarotti e il noce in via Confalonierie.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo