Si farà una manifestazione nazionale il 21 febbraio, in piazza del Pantheon, a Roma, per sostenere la Vertenza dello Spettacolo. Nei giorni precedenti numerose iniziative a sostegno si terranno in varie città italiane, da Bologna a Milano. Ma che cos'è la vertenza? «E' nata un anno fa - ha spiegato il presidente dell'Agis, Alberto Francesconi in una conferenza stampa - il 26 febbraio 2004 perché le categorie dello spettacolo hanno ritenuto di dover rivolgere un forte appello alle istituzioni. C'era la sensazione che qualcosa non stava funzinando, né dal punto di vista delle leggi, né delle risorse. La risposta del governo era stata positiva, si era creato un tavolo di trattativa al ministero dei beni culturali per discutere della riforma del Fus (Fondo Unico dello Spettacolo) ma poi l'attenzione si è trasformata in tagli alle nostre attività». Così quest'anno, per la prima volta dopo 20 anni, il Comitato per i problemi dello spettacolo (di cui fanno parte rappresentanti dell'Agis, dei sindacati, degli autori e dei critici) ha respinto all'unanimità la ripartizione del Fus - istituito nel 1985- proposta dal ministro Urbani. Le principali ragioni della protesta sono: 1) il mancato riconoscimento del ruolo strategico dello spettacolo come elemento di crescita civile, sociale, culturale ed economica del paese; 2)l'assenza di un quadro normativo organico, moderno e razionale; 3)costante taglio dei fondi pubblici per lo spettacolo; 4) necessità di un rapporto col mondo della scuola. Tra le iniziative di mobilitazione previste c'è una raccolta di firme sul sito dell'Agis (www.agisweb.it) e l'iniziativa dei 100 Teatri Aperti dove ci saranno spettacoli e occasioni per incontrare artisti e operatori, in sale da concerto, cinema, orchestre, associazioni, conservatori. E naturalmente la manifestazione nazionale del 21 febbraio.«La musica, particolarmente l'opera, è una parte fondamentale dello spirito italiano e ora la si fa morire - dice Gianluigi Gelmetti - Ci si preoccupa dei buchi di bilancio ma non si pensa al buco che si sta aprendo nell'animo di un popolo».