"L'Allegoria di Roma", opera del 1884 del Perricci decora la volta della sala della Lupa, dove venne annunciato il risultato del referendum del '46 ROMA A Montecitorio è caduto un pezzo di cielo: quello al centro dell'Allegoria di Roma, affresco firmato dall'artista Ignazio Perricci nell'anno 1884 per la Sala della Lupa, la stessa in cui si proclamò solennemente il risultato del referendum istituzionale del 2 giugno 1946 che sancì la nascita della Repubblica. Aprendo le porte del gran salone, i commessi della Camera si sono ritrovati sotto gli occhi un cumulo di intonaco e calcinacci, sparsi in terra fra gli arazzi fiamminghi e a qualche passo dalla statua di bronzo da cui tutto l'ambiente prende nome. Alzando gli occhi al soffitto hanno visto subito che erano ancora integri il tramonto fiammeggiante dietro le nuvole, i putti e i cherubini trionfanti, la città assisa in trono della raffigurazione tardo-ottocentesca: il distacco ha riguardato la volta dipinta d'azzurro per una superficie di un metro quadrato contro i quasi 25 dell'affresco. A seguire, il sopralluogo dei tecnici responsabili della tutela dell'opera che hanno deciso per oggi stesso un primo piano di pronto intervento. Si dovrà mettere in sicurezza la parte rimanente dell'affresco, proteggendola con un materiale detto "tessuto-non tessuto" e con un ponteggio (non fissato alle pareti) così da scongiurare incidenti. Federica Galloni è il direttore del Lazio per i Beni culturali che ha verificato il danno: «Al restauro si procederà probabilmente con risorse dei Lavori pubblici, sotto l'alta sorveglianza dei Beni culturali. Noi di fondi non ne abbiamo. Quanto al danno non intendo minimizzare. Di certo se qualcuno passava lì sotto al momento del crollo erano guai». Nella sala della Lupa di Montecitorio, che si trova nell'ala berniniana e dunque particolarmente "nobile" dal punto di vista monumentale del Palazzo, si sarebbe dovuto intervenire per un problema di condizionamento dell'aria: ora si procederà ad un recupero che dovrà accertare lo stato di salute di tutta l'opera, con microiniezioni di materiali per il consolidamento a cui farà seguito il restauro vero e proprio e l'eventuale reintegro della parte caduta. Un lavoro di circa tre mesi, durante i quali la sala rimarrà chiusa. Restano da chiarire le cause del crollo: l'architetto Galloni ricorda come questa stanza abbia subito «nei primi anni Sessanta un'importante opera di consolidamento muraria che però non ha garantito la tenuta dell'affresco alla volta. Il caldo di questi giorni, con l'assestamento delle murature, può aver dato il suo contributo. La manutenzione delle opere dovrebbe essere costante ma, senza fondi, non resta che correre ai ripari quando serve». La manutenzione, dunque: per gli affreschi del decoratore pugliese Perricci, a cui i libri di storia dell'arte dedicano solo poche righe, e che trasformò quello che all'epoca era l'appartamento dei principi Umberto e Margherita di Savoia in una sfarzosa sala da ballo con l'Allegoria di Roma, così come per i dipinti di Pompei.