Impianti di compostaggio, pericoli per la salute, inceneritori, infiltrazioni mafiose: l'opinione di Paolo Rabitti, consulente della procura di Napoli nelle indagini sui rifiuti Risponde Paolo Rabitti, ingegnere mantovano specializzato nello studio e nella lotta contro le violazioni della normativa ambientale. È stato consulente di Felice Casson nel processo al petrolchimico di Porto Marghera e ha collaborato con la procura di Napoli nelle indagini sui rifiuti e in particolare nell'inchiesta Ecoballe. Autore di "Diossine, la verità nascosta", edito da Feltrinelli. Perché nessuno in Italia vuole abitare vicino a una discarica? Perché normalmente le discariche arrecano disturbo, per la puzza che emettono sia il corpo dei rifiuti che gli automezzi che li trasportano. Infatti non dovrebbero essere collocate vicino ai centri abitati e la scelta del sito dovrebbe rispondere a oggettivi criteri di pianificazione territoriale e non dipendere dall'arbitrio del commissario di turno o della ditta che vince l'appalto, come è successo in Campania con Impregilo. Esistono discariche sicure? La discarica non è uno "sversatoio" (in Italia siamo specialisti negli eufemismi) ma un impianto complesso, che deve essere localizzato, costruito e gestito con la massima attenzione e rispetto delle norme e della buona tecnica. È inoltre necessario che il controllo pubblico funzioni sul serio: un'utopia, visto che presidenti e dirigenti non sono scelti per concorso, ma sono emanazione del potere politico e quindi da questo potere dipendono. Quasi sempre il controllo lo devono fare i magistrati, che poi vengono accusati di protagonismo. Discariche di serie A e di serie B? I ragazzi delle Assise di Napoli mi hanno recentemente accompagnato per un "monnezza tour" in Campania, assieme a Salvatore Settis, Gian Antonio Stella e Tomaso Montanari. Dovrebbero andarci tutti e poi salire a Mariana Mantovana per capire che non si tratta di serie A o B, ma di wrestling rispetto a golf. Ci sono differenze che non si vedono. Ad esempio, a Mariana la discarica è stata localizzata su un terreno impermeabile e costruita con un doppio sistema di impermeabilizzazione del fondo e di captazione del percolato, mentre in Campania sono state costruite in posti assurdi e con un solo telo impermeabile sul fondo. Quando si rompe quello, il percolato se ne va in falda. Le differenze che si vedono (e si sentono col naso) sono che a Mariana il percolato viene smaltito in modo da non permettere accumuli, i rifiuti vengono coperti tutti i giorni ed è in funzione l'impianto di captazione del gas di discarica. Inoltre il materiale in ingresso è sottoposto a un controllo accurato. Se una discarica puzza, è pericolosa? Dipende dalla quantità e dal tipo di sostanze che provocano la puzza. A naso si riconosce se una discarica è gestita bene o no. Per sapere se le emissioni sono pericolose o contengono rifiuti pericolosi ci vogliono le analisi. Nelle discariche di rifiuti urbani la puzza dipende normalmente dalla putrefazione della frazione organica dei rifiuti, che con la raccolta differenziata porta a porta può essere eliminata quasi totalmente e inviata al compostaggio. In che cosa consiste un impianto di compostaggio? È un impianto che trasforma, mediante un processo di fermentazione in presenza d'aria la frazione organica (ad esempio, scarti alimentari) in un materiale stabile, simile a terriccio per i fiori, chiamato compost. Esistono anche impianti che dalla fermentazione dei rifiuti in assenza d'aria (anaerobici) ricavano gas combustibile. Un impianto di compostaggio inquina? Dipende da che materiale ci arriva e da come è gestito, ma può avere un impatto molto ridotto. Si può fare a meno del termovalorizzatore? Termovalorizzatore è il solito eufemismo. Le norme italiane ed europee parlano di inceneritori. Vi sono città, anche in Campania, che arrivano a oltre il 70 per cento di raccolta differenziata. In questi casi il materiale che rimane non è adatto a essere incenerito. Dove collocare i termovalorizzatori: meglio piccoli, anche nel centro urbano? Meglio lontano dal centro urbano: si tratta sempre di impianti che producono emissioni significative, anche se rispettano i limiti di legge. Sulle conseguenze nocive per la salute a causa delle emissioni è in atto una guerra di dati, con poderose azioni lobbistiche da parte di chi caldeggia questi impianti, che sono una miniera d'oro. Secondo me le conseguenze sulla salute ci sono, eccome. Dunque, il sindaco di Napoil, Luigi de Magistris, fa bene a opporsi alla costruzione di un termovalorizzatore in città? Secondo me fa bene, visto anche che a Chiaiano, che è un quartiere periferico di Napoli. c'è già la tanto discussa megadiscarica. Come giudica il progetto di costruire un impianto di compostaggioanaerobico a Bagnoli, il quartiere partenopeo avvelenato dall'Italsider, a vocazione turistica, ma da anni in attesa della bonifica? Non conosco nei dettagli il progetto, ma non mi sembra il massimo per una località turistica. Le maggiori criticità nello smaltimento dei rifiuti, da quali fattori dipendono? Le intercettazioni ci rivelano che i camorristi considerano la droga e i rifiuti come le maggiori fonti di guadagno. Solo che con i rifiuti si rischia di meno. Intorno a questa torta ci sono interessi enormi. In soldoni, una città da un milione di abitanti produce circa 1500 tonnellate al giorno di rifiuti urbani, il che significa, per il solo smaltimento e senza contare la raccolta ed il trasporto, un costo di circa 150.000 euro al giorno, 55 milioni di euro all'anno. È molto più facile violentare un territorio con una discarica o un inceneritore, considerare risolto il problema per qualche anno, assumere i parenti e gli amici nelle municipalizzate e far girare centinaia di milioni di euro che spendersi per trovare la credibilità, organizzare il consenso e creare le strutture per una efficiente raccolta differenziata. Solo che i cittadini sembra abbiano deciso di opporsi a queste violenze, e allora si generano i conflitti. I cittadini protestano, il territorio viene militarizzato, partono le cariche, si costruisce l'impianto ingrassando la solita compagnia di giro e per un po' si torna alla "normalità".