Bacati e tavolini in corte stile mercato di Rialto e poi il classico di Rinascente: cosmetici al primo piano, le collezioni uomo e donna al secondo e terzo e al «top floor» la casa dell'artigianato veneziano. I pareri dei Beni culturali sul restyling del fontego dei Tedeschi non ci sono ancora, ma Rinascente ha già pronto il piano di insediamento, del valore di 15-18 milioni di euro. Là dove fino al 2007 si pagavano le bollette arriveranno le scale mobili a collegare secondo e terzo piano e nell'ex sala dei telegrafici saranno gli spazi espositivi per gli artigiani. E ancora cinema, teatro, balletto e arte nella corte al piano terra in sinergia con la Biennale, magari anche la Venice Marathon che attraversa il campo coperto. «I nostri undici punti vendita sono stati sviluppati in base alle caratteristiche cittadine, a Milano puntiamo sul design e a Venezia sulla cultura», ha detto ieri Alberto Baldan, veneziano amministratore delegato di Rinascente spa, a conclusione del sopralluogo tra uffici vuoti e decadenti delle ex Poste guidato da Ippolito Pestellini, architetto dello studio Oma di Rem Koolhaas e da Fiorenzo Sartor, Edizioni Property. «Del fondaco cinquecentesco è rimasto poco - ha detto Pestellini - i pesanti interventi degli anni '3o e successivi hanno modificato sostanzialmente la pianta originale (c'è cemento armato persino dentro le travi lignee, ndr), riutilizzeremo tutti gli spazi». Quando c'erano le Poste al massimo si saliva al primo piano e non si vedeva la fitta rete di uffici e magazzini (c'è persino l'appartamento del direttore dalle cui finestre sembra di toccare Rialto) né qualcuno era mai salito in quel sottotetto pieno di impianti e che porta a una sorta di camminamento sul tetto con al centro un magazzino-altana vetrato dalla vista mozzafiato. Ed è qui che Koolhaas vuole aprire la terrazza, tanto contestata in città. «E' incredibile che nessuno abbia mai potuto godere di questo spettacolo», ha detto Baldan. Per l'ad terrazza e scale mobili (l'altra trasformazione contestata) sono «imprescindibili» per un department sto-re. Guai infatti a chiamare la Rinascente centro commerciale. «Il centro è esterno alla città, il grande magazzino nel pieno centro». Corte e auditorium all'ultimo piano, promettono progettisti e gestori, saranno sempre aperti al pubblico. Le scale mobili una dalla corte al primo piano ad impianto retrattile che impone di rimuovere un marmo di 120 centimetri, due nei vani dove si pagavano le bollette e una diretta al nuovo padiglione permetteranno accessi separati anche a negozi chiusi e per entrare alla Rinascente saranno ripristinati i quattro ingressi del fontego. In tutto il restyling costerà ioo milioni: 52 per l'acquisto, 20 per il restauro e 18 per gli allestimenti. Rinascente, Oma e Property non hanno un piano B se gli esperti di conservazione diranno no al progetto di Koolhaas. «Aspettiamo - ha detto Sartor - certo il rischio è che l'immobile rimanga chiuso». «Rinascente non fa hotel - ha detto Baldan - a questo progetto crediamo». Tra polvere e intonaco che cade a pezzi è anche rimasta memoria del passato, chiavi degli uffici appese, cartoline spedite dalle vacanze e anche oggetti di modernariato come i vecchi orologi a parete che saranno riutilizzati e il dipinto di Giuseppe Santomaso nell'ufficio del direttore. A chi chiede che un museo delle attività dei tedeschi al fondaco, Baldan ieri ha risposto: «Tutta la trasformazione commemora lo spirito originario dell'immobile».