GLI «errori commessi», come aver confermato il consigliere Massimo Marino De Caro nel ruolo di direttore della Biblioteca dei Girolamini prima che fosse travolto dallo scandalo e mandato in carcere perla sottrazione di migliaia di testi, sono alle spalle. Il ministro Lorenzo Ornaghi, in visita nel complesso monumentale di via Duomo, riconosce blandamente che fu una pecca. Ma, a domanda specifica, annuncia che «se si andrà a processo e se saranno acclarati i danni al patrimonio, il Ministero agirà di conseguenza. Anche con la costituzione di parte civile». Sarebbe la prima volta che il dicastero per i beni e le attività culturali chiede i danni a uno dei suoi (ex) potenti consiglieri. Tour (intenso, e sudatissimo) di Ornaghi in città. Per il titolare del Mibac, giornata all'insegna dei patrimoni da rilanciare: oltre al complesso dei Girolamini, è il turno dell'ente lirico San Carlo, e dello sprint da imprimere ai bandi per il restauro e il riassetto dell'antica Pompei con i 105 milioni di fondi europei. Il ministro è impegnato prima con i vertici della Procura e della Soprintendenza locale, poi con il sindaco Luigi de Magistris e la sovrintendente del San Carlo, Rosanna Purchia, infine incontra la Soprintendente di Pompei, Teresa Elena Cinquantaquattro. Prima tappa ai Girolamini, dove il ministro si impegna «La Biblioteca sarà restituita al suo splendore in tempi ragionevoli, ovviamente dopo che la magistratura avrà compiuto il suo lavoro, e dissequestrato i locali». E le risorse ci sono già?Pausa lunga «Se non ci sono, in un caso come questo si trovano». Nella visita che attraversa la Quadreria, i due splendidi chiostri, e può solo costeggiare ma non invadere i locali sotto sequestro, lo accompagnano, oltre al suo capo di gabinetto Salvatore Nastasi, il procuratore capo Giovanni Colangelo e l'aggiunto Gianni Melillo, coordinatore dell'inchiesta che ha scoperchiato un traffico internazionale di libri rari. E a chi gli chiede se non sia "pendio" d'averconfermato in quel ruolo De Caro, nominato dal predecessore Galan, Ornaghi LA VISITA A sinistra, il ministro Ornaghi ai Girolamini Il ministro ha visitato anche il San Carlo risponde: «Quella nomina aveva comunque seguito le procedure. In ogni caso, quello che conta è ripartire anche sulla base degli errori commessi». La Biblioteca saccheggiata è ora affidata al neo-conservatore Mauro Giancaspro, già a capo della Biblioteca nazionale. Proprio lì, alla "Nazionale" continua la visita di Ornaghi: in quei locali la Procura ha infatti deciso di raccogliere i quasi 2800 libri rari che, stando all'accusa, erano stati sottratti da De Caro e nascosti in vari appartamenti in Veneto. Quanto all'eventuale processo, Ornaghi chiarisce: «Se le conclusioni dell'inchiesta condurranno al rinvio a giudizio, e se sarà con fermato il danno al patrimonio», è previsto che il Ministero si costituisca «come parte civile». Sul San Carlo, si consolida poi il secondo patto tra Ornaghi e la città. Il lirico napoletano sarà protagonista per un mese, in tournée a Shanghai, portandosi dietro anche le «eccellenze culturali e imprenditoriali». La data già fissata è ottobre 2013, in occasione del BicentenarioVerdiano, nella metropoli cinese. Missione per la quale Ornaghi ha già preparato il terreno nel recentissimo viaggio a Pechino. «Dobbiamo usare la forza del patri -monio culturale di Napoli per trascinare anche lo sviluppo» sottolinea il ministro. Uno scambio molto apprezzato dal sindaco. «Saremo a Shanghai con iniziative che coinvolgono turismo, commercio, impresa e Università», sottolinea de Magistris, «d'accordo con Regione e Camera di Commercio. Il fulcro sarà l'orchestra del San Carlo. E questo ponte si inserisce nel rapporto forte che Napoli sta avendo con la Cina e che l'anno prossimo dovrebbe vedere partire il volo per Pechino con quattro partenze settimanali». L'ultimo tavolo è sulla messa in sicurezza dell'antica Pompei. Ornaghi, dopo l'incontro con la soprintendente Cinquantaquattro, promette «tempi certi, in trasparenza», ma anche più veloci, per i bandi di Pompei, «dove comunque è già bene avviata la procedura per il riassetto idrogeologico». Sono 650 le imprese che hanno risposto alle prime gare: un autentico boom, che evidentemente premia la scelta di trasferire a Roma l'esame delle offerte, ed è segno di fiducia in nuove prassi. Ornaghi sottolinea questo successo: «Un elemento che rappresenta una vitalità del territorio». Quanto alle sponsorizzazioni, il ministro puntualizza: «Ben vengano gli aiuti dei privati se disciplinati e coordinati all'interno di un programma definito dal Ministero». Molte eccellenze, ma la giornata si chiude su un'istantanea ben diversa di Palazzo Reale, a pochi metri dal ministro: oltre cento lavoratori protestano contro il divieto di parcheggiare, si erano tutti abituati a lasciare l'auto nei cortili di casa Borbone.