A tre mesi di distanza dall'avvio del Grande Progetto Pompei, che ad aprile portò in città mezzo esecutivo con il premier Mario Monti e altri tre ministri, Lorenzo Omaghi torna in città e alla fine di una riunione con il segretario generale del ministero Antonia Pasqua Recchia e la Soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro, si dice fiducioso per come stanno andando le cose per il sito archeologico più grande del mondo. «Mi sembra che ci siano tempi abbastanza certi sui lavori e che le cose stiano procedendo secondo quanto convenuto». «E stato avviato - ha proseguito il ministro - un processo di riassesto idrogeologico e di restauro con fondi europei aperti in modo coordinato a ogni iniziativa privata. Salvo inconvenienti imprevedibili, ci siamo avviati verso una fase dei lavori con una data precisa, svolti con modalità trasparente. E anche il numero di imprese che ha risposto alle prime gare- ha aggiunto - rappresenta un segnale di vitalità del territorio. Quanto ai privati, ben vengano gli aiuti dei privati se disciplinati e coordinati - ha concluso Ornaghi - all'interno di un programma definito dal ministero. Nessuno può immaginarsi di decidere come e dove intervenire». Qualche riferimento alla vicenda del dietrofront dei francesi dell'Epadesa che il ministro, fino ad oggi, non aveva mai commentato? «Un ministro non può passare il suo tempo a commentare ogni accadimento. Ho ricevuto la lettera in cui misi comunicava che quella istituzione non poteva finanziare opere di mecenatismo perché non era nella sua natura. Ne ho preso atto e ho ringraziato dell'attenzione comunque dimostrata». Nessun segnale di un rinnovato interesse è arrivato finora da Parigi? «Al ministero non sono arrivate telefonate o altre lettere. Da allora non ci sono più stati contatti istituzionali, come dovrebbero esserci in questi casi - conclude Ornaghi - e su questo sarò rigorosissimo». Negli uffici di via del Collegio Romano e in quelli della Soprintendenza, intanto, si continua a lavorare. «L'incontro di oggi - commenta Antonia Pasqua Recchia - è servito per una messa a punto del Grande Progetto Pompei. Stiamo rispettando i tempi e le modalità del programma. A luglio partiranno gli altri bandi di gara per gli interventi sul dissesto idrogeologico del sito e a settembre quelli per la messa in sicurezza di tutte le insulae. Dopo l'estate partiranno anche i cantieri per l'avvio dei lavori di restauro assegnati con il primo bando di gara. Tutto, dunque, procede secondo i tempi previsti» ha concluso il segretario generale del Mibac. A Pompei, intanto, si annunciano giorni difficili. Oggi e venerdì gli Scavi apriranno alle 11 e a causa della convocazione di un'assemblea sindacale indetta dalla O.S. CISL, fa sapere la Soprintendenza, potrebbero verificarsi disagi anche ad Ercolano, Oplontis, Stabia e al Museo di Bosco-reale. Ma il rischio che l'agitazione possa mettere a rischio le future aperture regolari del sito archeologico è altissimo. Il sindacato, infatti, annuncia assemblee a giorni alterni.