La riapertura a novembre. Tutti i cimeli esposti sono stati puliti e restaurati LUCCA Presto riaprirà al pubblico il museo del Risorgimento, al piano terra di palazzo Ducale. Il taglio del nastro è previsto il 4 novembre quando, dopo oltre dodici anni, il museo tornerà a vivere grazie a un finanziamento di 180mila euro della Regione e di 95mila della Fondazione Cassa di Risparmio. Gli interventi hanno riguardato la ripulitura e il risanamento degli ambienti con opere di riqualificazione coadiuvate con la Soprintendenza che di fatto non hanno prodotto alcuna trasformazione, se non l'abbattimento di una piccola parete per ampliare la zona di accesso al museo il cui percorso inizia dal Cortile degli Svizzeri e si conclude nel bar della Provincia. «Una nuova proposta culturale per cittadini e turisti in un ambiente idoneo alla conservazione di oggetti e documenti originali di uno dei periodi più significativi della storia», dice il presidente della Provincia Stefano Baccelli durante il sopralluogo per verificare lo stato dei lavori. Il percorso espositivo sarà disegnato secondo i criteri della museologia contemporanea, con impianti multimediali di ultima generazione. Si potrà ammirare il seggio parlamentare di Antonio Mordini inizialmente destinato a Garibaldi, la bandiera dei carbonari delle Cinque Giornate di Milano del 1821 e quella di Firenze capitale con lo stemma del Granducato di Toscana, oltre alla bandiera della Guardia nazionale. Ma anche lettere autografe di Mazzini e Garibaldi, la tuta di volo di Carlo Del Prete e la divisa militare del lucchese Tito Strocchi che combatté fra i garibaldini. E ancora armi, fotografie, attrezzature da campo, oggetti di uso quotidiano e documenti preziosi come il libro con la firma di Gabriele D'Annunzio e lettere autografe dell'Eroe dei due mondi. Testimonianze di un periodo che va dal 1821 alla Prima guerra mondiale, con uno spazio dedicato a personaggi ed eventi della storia risorgimentale lucchese. Al momento i cimeli si trovano in un laboratorio esterno dove sono stati ripuliti e restaurati. La riapertura del museo del Risorgimento segnerà la nascita di un polo museale che coinvolgerà il museo dell'emigrazione Cresci e quello della Liberazione di via Guinigi. «Un'altra tappa importante per Lucca», aggiunge il presidente della Fondazione Crl Arturo Lattanzi. Rossella Lucchesi