La vicesindaco invita però alla prudenza: cifre da trattare con Roma. Protestano le dade Nel decreto della spending review sono passati quasi inosservati, ma nella manovra Monti i tagli ai trasferimenti dello Stato agli enti locali ci sono e sono anche consistenti. A livello nazionale, si parla di 500 milioni in meno sul 2012 e di 2 miliardi nel 2013, ai quali si aggiunge un ulteriore miliardo già previsto nel Salva Italia, per un totale di 3 miliardi. Per Palazzo dAccursio significa rischiare di perdere 30 milioni in due anni: 5-6 milioni nel 2012 e altri 24-25 milioni nel 2013. Lassessore al bilancio Silvia Giannini, snocciola i numeri dopo aver passato il fine settimana a studiare il decreto insieme al direttore delle entrate Mauro Cammarata. Ma invita alla prudenza. «Sono dati ancora teorici - spiega - che speriamo vengano rivisti. Siamo in attesa di un incontro con il governo in sede Anci». I criteri saranno definiti nella conferenza Stato-città. Ma se entro il 30 settembre non si troverà un accordo, la scure del ministero dellEconomia calerà sulle amministrazioni che spendono troppo nei cosiddetti "consumi intermedi", vale a dire acquisto di beni, prestazioni di servizi (a cominciare dalle famose consulenze) e utilizzo di beni terzi (dagli immobili in affitto alle auto a noleggio). «Dobbiamo vedere i criteri di ripartizione - sottolinea ancora la vicesindaco - dovrebbero non essere selettivi, ma non è ancora chiaro per quali voci si considereranno i consumi intermedi». A questi 30 milioni di tagli si aggiunge lincognita sugli affitti degli uffici giudiziari, che finora venivano versati dal Comune e rimborsati dal ministero della Giustizia. Il timore del Comune, ha spiegato la Giannini in commissione, «è che i risparmi sulla giustizia vengano fatti anche sui contributi agli enti locali per le sedi». Per Palazzo dAccursio si tratta di almeno quattro milioni allanno. Se infatti laffitto dei locali della Procura (1,68 milioni allanno suddivisi in quattro rate da 420mila euro) sarà da pagare solo fino a settembre, quando - salvo ulteriori ritardi - si completerà il trasloco definitivo in via dei Tribunali, solo il canone della sontuosa sede di Palazzo Pizzardi vale 4 milioni lanno. Sempre in tema di tagli, ieri il consiglio è stato interrotto da una manifestazione mista di dade e accertatori del traffico. Le educatrici, senza contratto dal 30 giugno, temono che dopo la manovra nemmeno lAsp Irides sia più in grado di assumerle. «Pur non illudendomi sullaccoglimento da parte del Governo, ho presentato in commissione un emendamento soppressivo della Città metropolitana di Bologna». Lo annuncia il deputato Pdl Fabio Garagnani, determinato a mettere i bastoni tra le ruote alla nascita della città metropolitana di Bologna, tanto da chiedere invece il mantenimento in vita della Provincia. Domanda infatti «una verifica approfondita che tenga conto delle diverse realtà demografiche, politiche ma anche storiche e culturali delle Provincie che si intende sopprimere». Spiega anche che «le vere aree metropolitane nel nostro Paese sono Roma, Napoli e Milano», e sottolinea che «anche la presidente della Provincia di Bologna nutre perplessità sul progetto» del Governo in discussione alla Camera, peraltro ampiamente discusso in passato. Secondo Garagnani nel caso di Bologna (900mila abitanti la provincia, 370mila nel capoluogo) il progetto non considera «una rete di piccoli e medi Comuni disseminati su una superficie abbastanza vasta e dotati di una loro propria identità e tradizione storica ben definita», con «una fascia appenninica e la realtà imolese (100mila abitanti), refrattari a qualsiasi fusione con Bologna», e alcuni «Comuni che distano 50 km dal capoluogo», ma tolti i quali - obietta - si ridurrebbe «il tutto ad una piccola Città metropolitana di neppure 500mila abitanti».