La replica. Opera: sì, arruolati anche alcuni parenti di dipendenti statali, ci danno più fiducia Gli Uffizi, le mostre, il Polo Museale da solo non ce la fa con i propri mezzi. E così, secondo una sorta di tradizione ormai consolidata nel tempo, da fine anni Novanta, succede che i servizi aggiuntivi nei bookshop, perla vigilanza, la biglietteria, l'accoglienza, siano stati affidati tramite gara ad una associazione temporanea di imprese composta da Giunti, Opera Laboratori Fiorentini e Civita Group che supplisce con il proprio personale alle carenze del Polo. Nulla da dire, se non fosse che in questi giorni al ministero dei Beni Culturali è arrivato un esposto molto circostanziato che chiede agli uomini del ministero di avviare ispezioni a Firenze sulla legittimità «delle attività di vigilanza nelle sale e di sorveglianza di accessi e uscite» del personale concessionario in sostituzione del «personale statale». Se è legittimo affidare a privati la sorveglianza di opere d'arte, se il personale statale controlla i colleghi privati. L'esposto va oltre; chi l'ha presentato sembra sia stato proprio un dipendente del Polo racconta e denuncia che «tra il personale del concessionario si registra un numero rilevante di parenti e affini di dipendenti del Polo Museale» e si domanda, «se questa situazione non confligga con quanto previsto dal codice etico del ministero per quanto attiene l'obbligo di "evitare qualsiasi situazione che possa dar luogo a conflitti di interesse"». Il terzo punto della denuncia arrivata anche all'ispettorato per la Funzione Pubblica ed è simile al secondo. Si chiede di verificare se «tra il personale del concessionario (l'associazione temporanea di imprese, ndr) si registrano casi di pensionati ex dipendenti del Polo Muse-ale Fiorentino». L'esposto racconta, chiedendo accertamenti, una situazione che all'interno del Polo è diffusa, accettata. Ne parla con serenità Franco Ruggieri, amministratore delegato di Opera Laboratori Fiorentini: «Il numero di dipendenti della nostra società è abbastanza alto e abbiamo tanti tipi di servizi. Non è escluso che nel corso degli anni siano stati assunti a tempo determinato o indeterminato persone che hanno parentele o conoscenze con i dipendenti statali. Familismo? Non c'è nulla di male. Noi valutiamo tutti i curricula che ci arrivano, ma a parità di condizioni scegliamo qualcuno di cui ci possiamo fidare. Qualcuno di noto, che ci fa stare tranquilli perché nel Polo si tratta di maneggiare soldi pubblici, sorvegliare opere d'arte, gestire servizi di una certa delicatezza e non si può mettere a fare questi lavori il primo che passa. Non c'è nulla di illegale e non c'è nulla da nascondere. Siamo sereni».