Cinecittà, firme per salvarla Partono gli appelli in rete per sostenere i lavoratori Continua l'occupazione degli studi di via Tuscolana contro il piano aziendale che prevede lo smantellamento dell'area Tre dipendenti in sciopero della fame, proiezioni e letture Proiezioni all'ora di cena, passaggi di politici (è atteso pure il movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo), qualche attore (l'altro giorno Giulio Scarpati, lunedì toccherà ad Ascanio Celestini). L'occupazione di Cinecittà è arrivata al quarto giorno. Sul tetto le tende sono ancora lì, riparo per la notte per i lavoratori in sciopero. Sempre lassù, sotto il sole di questi giorni che non risparmia i 40 gradi, senza mai scendere, in tre hanno scelto la strada più dura, quella dello sciopero della fame, consapevoli che questa protesta è «l'ultima spiaggia», come spiega Alessandro Renzi della Rsu, consapevole della difficoltà di questa battaglia. «Se la politica non ci dà una mano - spiega - sarà difficile arrivare a dei risultati. Qui lo scontro, infatti, è con i poteri forti che hanno in mano il paese». Intanto cominciano a partire le raccolte di firme per «salvare Cinecittà.. A quella lanciata dagli stessi lavoratori (potete firmare scrivendo augusta.galeottagmail.com) hanno aderito, tra gli altri Dario Fo, Franca Rame, Roberto Vecchioni ed è «rilanciata» dal blog di Sabina Guzzanti. Da ieri è attiva anche quella dell'Associazione Articolo 9 (http:www.artnove.orgindex. php). Mentre nelle prossime ore sarà in rete anche la raccolta di firme organizzata dall'Anac, la storica associazione degli autori. Una sua delegazione con Citto Maselli ed Ettore Scola è attesa a via Tuscolana martedì in mattinata. Mentre Scola sarà lì anche lunedì pomeriggio insieme a Vincenzo Vita del Pd che è riuscito a spuntare al ministro Ornaghi una «indagine conoscitiva» sulla questione, affidata alla segretaria generale del Mibac, Antonia Pasqua Recchia. Sarà lei, insieme al direttore generale cinema, Nicola Borrelli ad incontrare i lavoratori martedì nel pomeriggio. La vertenza, lo ricordiamo, è contro il piano aziendale di Luigi Abete, ai vertici di Cinecittà Studios, nonché di Bnl, che prevede lo smantellamento definitivo dell'ex «fabbrica dei sogni». A partire dalla cementificazione dell'area, tra alberghi, garage e centri benessere. Passando dall'esternalizzazione di una cinquantina di dipendenti al parco a tema sulla Pontina, fino all'affitto della Digital Factory all'americana Deluxe. Uno «spacchettamento», dunque, rivelatore delle vere intenzioni che sono dietro al piano industriale, presentato dall'azienda come strumento di rilancio. DIFFICILE LA MOBILITAZIONE. Una battaglia durissima, dunque, che trova però difficoltà ad uscire fuori dalle mura di via Tuscolana. Nonostante, sia chiaro, vada ben al di là della semplice difesa dei posti di lavoro (si tratta di 250 persone), ma riguardi un luogo simbolo della cultura italiana. Il secondo marchio made in Italy, dopo la Ferrari, a godere ancora oggi del prestigio internazionale. Questa volta, infatti, non sembra scattare, come è accaduto in altre occasioni, la «mobilitazione istantanea» di intellettuali, addetti ai lavori e rappresentanti della cultura e dello spettacolo. «In generale - spiega Stefania Brai di Rifondazione - è come se fosse scattato un meccanismo di delega per cui si lascia alle istituzione e al ceto dirigente la soluzione dei problemi che pure riguardano i beni comuni. Come lo è a tutti gli effetti Cinecittà.. Per i lavoratori, invece, la questione è molto più semplice: «Chi di questo mondo si metterebbe contro Abete o De Laurenrtiis n.d.r. tra i proprietari degli Studios)?,,, si chiedono in molti. La vertenza comunque continua. E martedì in mattinata è atteso un incontro aperto alla Camera sul tema. «Per una volta - spiega ancora Vincenzo Vita - saremo noi politici a stare in piazza con le bandiere, mentre saranno i lavoratori ad essere ascoltati Staremo a vedere.
Firmiamo per sostenere Cinecittà
Cinecittà, un'occupazione che continua. I lavoratori, in sciopero, chiedono di essere ascoltati. Il piano aziendale di Luigi Abete prevede lo smantellamento dell'area, con cementificazione e esternalizzazione. La vertenza è arrivata al quarto giorno. I lavoratori, in difficoltà, chiedono la mobilitazione di politici e intellettuali. Una raccolta di firme è stata lanciata per salvare Cinecittà. La vertenza è stata anche oggetto di un'indagine conoscitiva alla segretaria generale del Mibac. Martedì, un incontro aperto alla Camera sarà tenuto sul tema. I lavoratori chiedono di essere ascoltati e di essere protetti. La questione è simbolo della cultura italiana e del paese.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo