Grazie al piccolo schermo Mario Tozzi, geologo e ricercatore, è diventato uno dei volti più noti al grande pubblico italiano interessato alle tematiche legate al territorio italiano e ai suoi mille problemi. La «consulenza» di Tozzi viene richiesta quando si parla di alluvioni e dissesti geologici, ma anche di terremoti, come nel caso del sisma in Emilia. Domani, alle 14, Mario Tozzi sarà protagonista del progetto speciale «La regina è nuda. Il futuro della Marmolada», al Col de Paussa in val di Fassa . Da qui ha preso le mosse la nostra conversazione con Tozzi che è anche presidente del Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano. Vorremmo iniziare dal titolo ad effetto scelto per questo momento che la vedrà ai Suoni delle Dolomiti: come mai «la regina è nuda»? «Il titolo esplica la voglia di porsi in maniera diretta davanti alla situazione attuale, così difficile anche per questa splendida zona delle Alpi. Bisogna essere consapevoli della situazione e per questo ci rivolgeremo sia a chi in questi giorni è visitatore e turista in montagna, sia alla gente che vive a contatto con questi luoghi». Il mantello di ghiaccio che la ricopre sembra avere gli anni contati. Come mai e cosa si può fare? «A livello locale si può fare ben poco se non appunto avere comportamenti virtuosi e rispettosi dell'ecosistema. I cambiamenti climatici globali stanno modificando il pianeta e bisogna prenderne atto. Quello che si deve fare è sensibilizzare sempre più l'opinione pubblica per tentare di invertire questo processo distruttivo e salvaguardare questi patrimoni naturali che vanno dalle Maldive alle Dolomiti». Cambiamenti di questo tipo, dalla Marmolada ad altre vette alpine, porteranno mutamenti del paesaggio e delle tradizioni stesse dei luoghi. «Nell'ultimo secolo abbiamo perso molta superficie dei ghacciai alpini e questo processo sta continuando. I ghiacciai sono importantissimi sia per il sistema climatico che per la riserva naturale di acqua che ci danno. È chiaro che questi mutamenti incideranno anche sul futuro e sulla percezione di questi luoghi». Cambiamo fronte: il sisma in Emilia ha riportato al cento dell'attenzione il dramma dei terremoti. «Le scosse di questo ultimo periodo in Emilia rientrano nella normalità dell'evento sismico. È probabile che dureranno mesi e la speranza è che non ci siano altri episodi ad elevata magnitudo. Questo ovviamente non si può prevedere». Ogni volta, però, ci si trova a contare i morti, anche per la mancanza di prevenzione: una battaglia persa, in Italia? «Credo non ci si debba rassegnare e far sempre sentire la propria voce, per entrare in un'ottica sempre maggiore di prevenzione. Bisogna rendersi conto che l'Italia è un Paese che ha molte criticità sul fronte ambientale e naturale. Molte parti della Penisola sono ad elevato rischio sismico e le strutture sono inadeguate a sopportare eventi di una certa gravità. È chiaro che questo prevede un forte investimento e una strategia precisa per evitare nuove catastrofi». Però si diceva che la val Padana fosse a basso rischio sismico «Questa era una falsa convinzione, anche perché nella stessa zona nel 16 secolo vi erano stati altri fenomeni. E anche in tempi più recenti. In queste zone, la struttura sepolta sotto la pianura padana è un pezzo d'Appennino e da qui nascono questi fenomeni sismici». E del dissesto idrogeologico, vedasi la Liguria, per fare un esempio recente, cosa ci può dire? «Certo anche questo è un fronte molto delicato, come abbiamo visto in Toscana e in Liguria. Fra l'altro, proprio il Trentino è una delle province a più elevato rischio idrogeolico, ma quella dove si registra il minor numero di vittime; un segnale della maggiore attenzione per il territorio e di accurata prevenzione». Lei è diventato negli anni una delle voci più autorevoli della scienza in televisione: che effetto le fa? «Beh, apparire spesso in televisione quando si parla di sciagure non è il massimo, ma penso che certi momenti siano l'occasione per cercare di far capire alla gente la situazione, usando le parole più semplici per sensibilizzare su certi argomenti, affinché gli errori non si ripetano».
VAL DI FASSA - Tozzi: salviamo le Dolomiti
Mario Tozzi, geologo e ricercatore, è diventato uno dei volti più noti al grande pubblico italiano interessato alle tematiche legate al territorio italiano. È presidente del Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano e ha partecipato a vari progetti speciali, tra cui "La regina è nuda. Il futuro della Marmolada". In questo progetto, Tozzi affronta la situazione attuale della Marmolada, che è stata colpita da un mantello di ghiaccio che sembra avere gli anni contati. Tozzi sottolinea l'importanza di sensibilizzare l'opinione pubblica per tentare di invertire il processo distruttivo e salvaguardare questi patrimoni naturali.
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