Se è vero che verrà restituito ai Musei Capitolini il palazzo di via dei Cerchi, che fin dall'immediato dopoguerra ospita uffici comunali e l'anagrafe elettorale, possiamo plaudire ad una bella notizia. Sono più di vent'anni che se ne parla e non si è mai fatto un passo avanti. La cosa dovrebbe essere scontata, se si considera che l'immobile fu sistemato prima della guerra per ospitare quello che ora si chiama il Museo della civiltà romana e che ha sede all'Eur. L'edificio di via dei Cerchi, addosso del Circo Massimo, reca ancora scritto sulla facciata, con lettere sbiadite, il nome di Palazzo dei Musei. D'altra parte le collezioni capitoline di oggetti d'arte antica e di materiali archeologici d'ogni genere, sono immagazzinate in attesa di poter trovare una sede degna ove possano essere studiate ed esposte al pubblico. Tra questi materiali vi è la mirabile Forma Urbis, la grande planimetria di Roma incisa in età imperiale su lastre di marmo, ora ridotta in un gran numero di frammenti, la quale costituisce la nostra principale fonte per la conoscenza di buona parte della città antica. Viene ora annunciato un fantasioso progetto, concepito dall'assessore Minelli, riguardante la costituzione in quel palazzo di un museo in cui dovrebbero ritornare i materiali del Museo della civiltà romana, e in cui dovrebbe essere ospitata per di più la collezione Torlonia, la quale sembra invece destinata ad altra sede. Si parla inoltre di un incredibile 'Museo della medaglia' che verrebbe costituito con non si sa cosa. Annunci del genere non sono seri, perché riguardano un incerto futuribile e per di più perché sono concepiti con superficialità. Vi è anche il sospetto che in questo caso si tratti di uno specchietto per le allodole, per rendere meno amara la perdita di importanti edifici pubblici che starebbero per essere alienati. Senza alcun pregiudizio per alienazioni in sé, appare poco ammissibile l'intento di destinare alla speculazione immobiliare edifici quali il Poligrafico dello Stato a piazza Verdi e la sede dell'Istituto geologico a largo di Santa Susanna, tanto per citarne un paio. Roma ha una enorme ricchezza di istituzioni culturali che non riescono a sopravvivere perché hanno in affitto i locali dai quali rischiano peraltro di essere espulse: musei, istituti scientifici, biblioteche, per non parlare delle università le cui sedi sono ormai polverizzate nell'intera area urbana, spesso in condizioni di estremo disagio per studenti e docenti. Questi sono i temi fondamentali e più attuali per un programma di politica culturale in una città come Roma.