Oggi il comitato scientifico. Curuz: ho altre prove. Fosse vero per il bilancio del Comune, proprietario del Fondo Peterzano, che lì si nasconde un tesoro di 107 disegni di Caravaggio del valore complessivo (stimato dagli scopritori) di 700 milioni di euro. Volendo si potrebbe vender quelli, anziché la metà di Sea. Oppure valorizzarli, mostre blockbuster per materiale finora improponibili al grande pubblico. Perciò l'assessore alla Cultura Stefano Boeri, pur invitando alla cautela, ha assicurato che «attiveremo le verifiche necessarie». E oggi, al Castello, il comitato scientifico del Fondo si riunisce dopo la lettura del doppio ebook di Maurizio Bernardelli Curuz e Adriana Conconi Fedrigolli. Del comitato fa parte Giulio Bora, che, come Maurizio Calvesi e Mina Gregori, è tra gli esperti che avevano già esaminato il corpus prima dei due studiosi bresciani. Intanto Curuz difende la sua «scoperta», proponendo un confronto fotografico extra che, a suo parere, sconfessa chi sostiene che abbia attribuito all'allievo Caravaggio disegni del suo maestro Simone Peterzano, evidenziando «le differenze tra stesure dettagliate» di un «Ritratto di Pontefice» del Peterzano e di uno «Studio per figura a mezzo busto di Giovinetto», sempre del Fondo. E per dimostrare che quest'ultimo è proprio del Merisi, riflette l'immagine e l'accosta a «Davide con la testa di Golia» dipinto da Caravaggio nel 1607. PERCHE NO: Fotografie Gli studiosi non hanno esaminato il materiale dal vivo per vie ufficiali Al Comune risulta solo di aver consegnato loro riproduzioni in bassa risoluzione I ricercatori: siamo stati al castello fuori orario e il comune ora indaga. ACCOSTAMENTI: Tra i critici c'è chi contesta la prassi di incollare particolari dei disegni sui dipinti di Caravaggio per accreditarne una somiglianza. Mancato confronto Non esiste un solo disegno certo di Caravaggio: impossibile fare il confronto Il direttore dei Musei vaticani: «È puro ottimismo induttivo». PRECEDENTI: Il Fondo Peterzano non era sconosciuto. Esperti come Fiorio, Gregori, Bora, Calvesi l'avevano scandagliato senza attribuire nulla a Caravaggio. Il dubbio di Claudio Strinati: «La forte somiglianza non è per forza identità. L'opera è fatta di struttura e stile Qui manca l'analisi dello stile» PUBBLICAZIONE: Scoperte di tale portata di norma si presentano a un convegno scientifico I firmatari invece l'hanno annunciata all'Ansa e la vendono in ebook su Amazon PERCHÉ SÌ: Visite notturne Curuz e Fedrigolli sostengono d'aver visto i disegni anche dal vivo visitando il Gabinetto del Castello fuori orario grazie all'aiuto «di un alto funzionario» COMPARAZIONI: Ottanta dei 107 disegni attribuiti a Caravaggio corrisponderebbero a opere della maturità (sopra un raffronto tra un profilo di testa e la Cena in Emmaus) STILE: Curuz e Fedrigolli hanno diviso l'intero Fondo (1387 disegni) in 4 gruppi in base al tratto. Il gruppo 2, diverso da tutti gli altri, sarebbe opera della mano «pittorica» del Merisi. AUTOGRAFO: All'interno del Fondo i due studiosi hanno trovato un biglietto Una grafologa del tribunale di Brescia lo ha attribuito a Merisi con un confronto.