A Cala dell'Acqua contrari alla realizzazione di un nuovo porto per 500 posti barca. L'isola deve aprirsi a politiche innovative che diano riscontri positivi a livello economico sociale e ambientale a medio e lungo termine STOP alle colate di cemento che si annunciano dietro la realizzazione di un nuovo porto a Cala dell'Acqua e non solo. E' un'esortazione diretta, quella che Goletta Verde e Legambiente hanno stilato con un decalogo alla luce del mini-dossier elaborato a partire dalle emergenze cui il territorio ancora non sembra aver dato le dovute risposte. «Voler bene a Ponza 2012» diventa così un documento fatto di proposte «e iniziative da mettere in campo per trasformare l'isola in avamposto sostenibile, all'avanguardia nel coniugare la qualità dei servizi ricettivi e qualità ambientale del territorio». Un'occasione da non perdere, l'unica reale opportunità di rilancio economico che l'intero territorio provinciale potrebbe conoscere limitando i danni fin qui prodotti con il saccheggio delle risorse naturali. «L'Isola che ha saputo rimanere un'isola» descritta dal poeta Eugenio Montale diventa un'occasione di confronto tra diverse filosofie politiche. A tratti convergenti. Tanto da far dichiarare a Lorenzo Parlati che «Ponza può risorgere dalle macerie dell'illegalità del passato -per cui la strada imboccata dal nuovo sindaco Pier Lombardo Vigorelli è quella giusta - ma ora serve un forte slancio verso la sostenibilità e l'innovazione». E soprattutto: «Se da una parte l'attenzione deve essere concentrata ai molteplici abusi che si reiterano per l'approdo delle piccole barche (vedi la querelle avviata con la questione delle autorizzazione temporanee agli ormeggiatori di Cala Feola ndr) - dall'altra non è certo quello del nuovo diluvio di cemento per la costruzione di nuovi Porti a Cala dell'Acqua, con le annesse strutture, una soluzione sostenibile». Quindi per avviare un'inversione di tendenza «individuare le aree più pregiate da proteggere con l'istituzione di un parco senza più indugi - con alcune parti di mare e alcune parti di terra per tutelare alcuni luoghi con più vigore e e cogliere al tempo stesso le opportunità "aperte" dalla costituzione di un'area protetta». Così che Legambiente dopo aver chiarito il suo punto di vista in relazione alla sostenibilità urbana, all'abbandono della pratica del cemento illegale, alla necessità di tenere la barra dritta in relazione a quella «struttura vincolistica» che caratterizza Ponza e che rende l'applicazione del Piano casa regionale, praticamente impossibile, limitato ad aree "D" del porto ma solo previo accordo con il Ministero dei Beni Culturali, attraverso il presidente regionale della Legambiente. Chiede «di rivedere il progetto del nuovo porto da 500 posti barca a Cala dell'Acqua», ritenuto troppo impattante, «perché l'Isola merita davvero un futuro migliore». Ed al contempo sottolinea con la biro rossa le oltre «600 domande in sanatoria, pervenute agli uffici comunali, quali frutto di tre sciagurati condoni», mentre ad oggi il 100 della popolazione risulta non essere depurata «eppure - spiegano da Goletta Verde un depuratore alle Forna è stato costruito, ma non è mai entrato in funzione, così come è stata sospesa l'autorizzazione allo scarico delle acque reflue urbane del depuratore di Cala Feola, ma sono appaltati e in parte realizzati i lavori per l'acquedotto e la fognatura». Lavori che rappresentano una priorità e che non possono più essere rinviati. Scarichi irregolari segnalati dai turisti a Cala Cavone, Cala Cecata, e addirittura lungo la scalinata che conduce verso le piscine naturali». Soluzioni dunque come l'albergo ecologico con riduzione dei consumi idrici e se possibile, riciclo delle acquee. Argomenti correlati la riapertura di Chiaia di Luna «dove finora alcun intervento è stato in grado di rimetterla in sicurezza e restituirla alla libera fruizione di abitanti e turisti , ma per un turismo di qualità Ponza dovrà guardare un po' più oltre del suo naso: gestendo adeguatamente i rifiuti prodotti, e puntando alle energie rinnovabili, e dando impulso a quel risparmio energetico che in soldoni si traduce con pratiche che promuovano abitudini e attitudini eco-compatibili a consumo "zero" per un'isola ricca di sole e di calore termico. Un turismo di qualità che punti ad un'ospitalità innovativa che riduca la mobilità e renda fruibile l'isola ai portatori di handicap avendo come scopo quello di «ampliare la stagione turistica e svelare i luoghi archeologici inaccessibili oggi» ma che in futuro potrebbero diventare i punti di forza di un'Isola in cui l'ospitalità dei ponzesi si coniuga con una gastronomia ricca di sapori mediterranei e contaminazioni culturali.
PONZA - Stop alle colate di cemento
La comunità di Ponza, sull'isola di Ponza, si oppone alla realizzazione di un nuovo porto per 500 posti barca a Cala dell'Acqua. Goletta Verde e Legambiente hanno stilato un decalogo con proposte e iniziative per trasformare l'isola in un avamposto sostenibile. L'isola deve aprirsi a politiche innovative che diano riscontri positivi a livello economico, sociale e ambientale. La comunità chiede di rivedere il progetto del nuovo porto e di limitare i danni finora prodotti con il saccheggio delle risorse naturali.
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