«VENERDÌ abbiamo inviato una lettera sia al Comune sia al provveditorato alle Opere pubbliche sottolinea il soprintendente ai Beni architettonici Stefano Gizzi so che si attendono i risultati definitivi dello studio meteomarino ma i tempi sono ampiamente scaduti. La scogliera va rimossa. Oltretutto c'è un'inchiesta in corso, non si può ignorare». Il soprintendente Gizzi va ripetendo da mesi la necessità di rimuovere la parte affiorante della scogliera. Si devono rispettare le prescrizioni connesse all'autorizzazione temporanea rilasciata dalla Soprintendenza per la realizzazione delle gare. Sono serviti 2 milioni per vedere nascere la scogliera, per eliminarla servirà un altro milione e mezzo, tutto rientra nell'importo per i lavori a mare dell'America's Cup, 4 milioni in totale. Il bando si attendeva per la fine di giugno, poi toccava alla gara per l'aggiudicazione, i lavori sarebbero dovuti iniziare a settembre. Ma, al momento, è lo stallo totale. Non è un bell'esempio, sottolinea Gizzi. «Se il Comune e gli altri enti pubblici per primi non rispettassero le prescrizioni paesaggistiche e monumentali spiega la soprintendenza ne uscirebbe delegittimata, soprattutto con i privati. Con quale faccia potremmo imporre ai privati regole su qualunque cosa? Bisogna dare un segnale alla città. L'ho chiesto personalmente al sindaco Luigi de Magistris quando l'ho incontrato. Non possiamo attendere oltre, bisogna fare presto». Da rimuovere (ma con budget aggiuntivo, ancora da discutere) anche la scogliera radente il muretto borbonico di via Caracciolo, per ripristinare la linea originaria. Sull'incertezza della decisione di far partire i lavori pesa la richiesta esplicita degli americani di tenere le gare del maggio 2013 su via Caracciolo, nello stesso scenario che tanto ha affascinato sportivi e pubblico. Per renderlo possibile, però, i tecnici dell'Acea, la società americana che organizza le regate, devono accettare una situazione diversa dallo scorso aprile, devono dire sì ad una scogliera allungata a metà, cioè con i due prolungamenti a malapena affioranti dall'acqua, come apparirà dopo i lavori di rimozione. La sensazione è che si ritardino i tempi per trovare una soluzione, in modo da offrire le condizioni migliori agli americani, pur di non perdere potere contrattuale. A Palazzo San Giacomo in tanti non nascondono che sarebbe più pratico conservare la scogliera così com'è. Senza contare che le inchieste della Procura potrebbero incidere, come nel caso di Bagnoli, sul prossimo svolgimento delle gare. Dal fronte Acn, la società di scopo che a Napoli ha gestito l'evento, non arrivano commenti ufficiali sulle vicende giudiziarie. Ieri il presidente Paolo Graziano ha partecipato ai funerali a Santa Maria Capua Vetere del fratello Angelo, tragicamente scomparso lo scorso sabato, in un incidente aereo durante un raduno di velivoli leggeri. Graziano ha maturato una decisione che coltivava da tempo, le dimissioni dalla presidenza della società. Venerdì prossimo è stata convocata l'assemblea dei soci con all'ordine del giorno le sue dimissioni. A Regione, Comune e Provincia il compito di accettarle ma è chiaro che non si potrà fare diversamente, sarà necessario individuare un'altra figura, magari un tecnico che possa occuparsi dei tanti eventi (Coppa Davis, Giro D'Italia, World Series) ai quali il presidente degli industriali non può dedicare tempo. È un momento delicato per il futuro di Coppa America a Napoli, resta sospeso il contratto per maggio 2013, non sono ancora chiare le nuove condizioni, ora sull'evento piombano due indagini e intanto la società di scopo resta senza guida. Ma nonostante ciò la notizia è stata accolta con tranquillità nelle stanze di Palazzo Partanna. Si è certi che le indagini sugli eventuali reati della pubblica amministrazione o relativi all'ambito urbanistico andranno a buon fine. Insomma, Napoli avrà le sue regate il prossimo maggio.