Giovedì ho incontrato il soprintendente Stefano Gizzi a palazzo Serra di Cassano. Impegnati nelle trincee delle istituzioni, le occasioni culturali diventano utili per rapidi confronti. Gizzi mi ha rappresentato una preoccupazione per la variante al prg proposta al consiglio comunale. La preoccupazione di Gizzi -credo mitigata - dimostra quant'è indispensabile aprire il dibattito sulla proposta e sollecita media, partiti, associazioni, cittadine e cittadini, ad approfondirne i contenuti: la delibera è sul sito del Comune e su "Urbana" del glorioso dipartimento di Pianificazione urbanistica. Della variante Gizzi riporta le parti fondamentali della sintesi che ho curato di spedirgli, non esprime commenti e col titolo sembra riferirsi solo alla seconda parte del testo: Bagnoli. L'amministrazione comunale è impegnata nel ripristino della legalità pure con la definizione di regole che disegnino un quadro delle certezze ove il cittadino trovi riferimento, azzerandone ogni margine di discrezionalità nell'applicazione. Gizzi riconosce alla guida urbanistica di de Magistris il merito di aver evidenziato che le trasformazioni del territorio disciplinate con i Piani urbanistici attuativi relativi alle aree tutelate dovessero essere condivise con la Soprintendenza, in quanto la tutela del paesaggio è sottratta alla competenza delle regioni (Campania inclusa). Nessuna amministrazione comunale, forse, in Campania, aveva fatto mai valere tale norma, a garanzia della tutela del paesaggio. E parliamo di rispetto della legge, non di "optional". È pure utile segnalare che Napoli, forse unico Comune in Italia, ha chiesto allo Stato (attraverso il Mibac), il riconoscimento dell'interesse pubblico alla tutela del suo centro storico, dopo che l'ha fatto nel 1995 l'Unesco ed essa stessa nel 2004 con la rigorosa disciplina del prg, ineludibile statuto per la gestione del territorio. Per il Piano esecutivo di Bagnoli (De Lucia aveva già interrotto i rapporti con il Comune), il contributo della soprintendenza è stato utile sia per la sua formazione, sia nella gestione: ad esempio per il porto turistico essa ne determinò il miglioramento del disegno del Pua. Sul recupero integrale della linea di costa la giunta intende esprimere nuove valutazioni con una revisione del Pua che conservi le prescrizioni del prg e migliori le dotazioni pubbliche, con scelte adeguate alle esigenze di tutela dell'area, pur se non completamente sottoposta al vincolo ministeriale di tutela. Il Pua vigente è imperfetto anche per quanto segnala Gizzi e non condivisibile per quegli aspetti che associazioni e comitati stanno giustamente denunciando, da me pure largamente condivisi già quando indossavo la casacca di Italia Nostra, che non ho mai dismesso. L'intervento che preoccupa Gizzi ha tuttavia trovato piena conformità con le prescrizioni del piano vigente e delle norme di tutela e va rimarcato che, accertata d'improvviso la sussistenza del vincolo ope legis sulla vicina area del boschetto impiantato dall'Italsider, il proponente ha pure preferito rinunciare alle volumetrie inizialmente previste. Le definitive consistenze edilizie riguardano volumi insistenti su un'area limitrofa al bosco. Non esistendo alcuna norma che preveda fasce di rispetto al margine, Napoli ritenne dotarsi dell'ordinanza numero 124305, che fissa misure a tutela degli alberi e che, dall'esame degli uffici comunali, non potrà non risultare osservata. L'intervento è ubicato in area marginale rispetto all'ambito di trasformazione di Coroglio-Bagnoli, è lontano dalle aree che il ministero ha sottoposto al regime di tutela con i decreti 2641966 e 681999, e nemmeno le lambisce; è assai prossimo all'edificato di Bagnoli-Fuorigrotta; è lontano dal mare; è marginale rispetto al parco di 120 ettari che l'amministrazione intende realizzare. Ma c'è di più: l'articolo 12 del Pua stabilisce che nell'aggiudicazione dei lotti non prevalga la miglior offerta ma la più "suadente" sotto il profilo dell'estetica del progetto. Quella è la norma che intendiamo immediatamente sovvertire. Il lotto va aggiudicato al miglior offerente e la qualità del progetto va garantita assolutamente nella fase successiva anche mediante una procedura concorsuale, aperta ai giovani professionisti come alle grandi firme dell'architettura, così come avviene in molti paesi d'Europa. Mettere oggi in discussione "quel" progetto attraverso una sua revisione comporterebbe riconoscere che l'aggiudicazione del lotto sia stata sbagliata, ma la questione dimostra ancor più quanto quella regola sia discrezionale e da cassare. "A treno in corsa" si lavora con il Cda di Bagnoli Futura per il ripristino delle certezze, consapevoli che ogni intoppo potrebbe determinare il definitivo fallimento della valorizzazione del sito. Urge sicuramente una revisione complessiva del Pua, fissando l'altezza massima dei fabbricati e non l'altezza media; vanno individuate più consone modalità di integrazione delle consistenze edilizie con un disegno sostenibile da sottoporre alla soprintendenza, nel rispetto della legge 11501942, nel quale il parco non avrà un metro quadro in meno, ma verde più di quanto sia nel Pua. Vanno ponderati gli interessi collettivi che stimolano i cittadini a chiedere l'accesso libero e gratuito al mare, superando gli ostacoli fisici concreti esistenti, da tanto tempo tollerati: colmate, edifici, privilegi e illegalità diffuse. Devo infine segnalare a Gizzi che in altre realtà ricadenti sotto il controllo della sua soprintendenza (penisola sorrentina, paesi vesuviani, area flegrea) sono ben altre le procedure che richiedono di "fermare il cemento" nelle aree disciplinate da una solida pianificazione paesaggistica, che viene sempre più indebolita dal silenzio di chi invece dovrebbe parlare. Sono i veri effetti disastrosi del rinnovato piano casa regionale e del regolamento sulla pianificazione in Campania, contro il quale Napoli ha promosso ricorso amministrativo per dimostrarne l'incostituzionalità, dispiegando le proprie azioni sempre in piena coerenza. L'autore è assessore comunale all'Urbanistica