La polemica Il Comune trasforma in edificabile l'area tra via Bonzanigo e via Pinelli e la metta in vendita per 700 mila euro LA STORIA si ripete sempre due volte, devono aver pensato i cittadini di San Donato. Ma chissà se ad averla vinta saranno di nuovo loro oppure il Comune? Certo è che non lasceranno presto il campo: hanno cominciato a raccogliere le firme e promettono battaglia ad oltranza. Fino a quando l'amministrazione comunale non farà definitivamente marcia indietro, rinunciando a vendere il fazzoletto di terra tra via Pinelli e via Bonzanigo, dopo averlo trasformato in terreno edificabile, per lasciare il posto a un nuovo condominio. Non è la prima volta che il Comune cerca di cedere l'immobile, dove fino al 2007 si trovava una scuola materna, trasferita ora in via Fossano. Ci aveva già provato l'ex assessore all'Urbanistica Mario Viano nel novembre del 2010, ma fu costretto a retrocedere in poco tempo di fronte alla levata di scudi dei residenti. L'esigenza di racimolare qualche soldo per far fronte alle difficoltà finanziarie della città non è però venuta meno. E così anche l'attuale assessore Ilda Curti è tornata alla carica, presentando una nuova variante al piano regolatore (la n. 275), che oltre a cambiare destinazione alla sede Gtt di corso Francia (anch'essa destinata alla vendita) e al Motovelodromo di corso Casale, trasforma il terreno di via Pinelli 9 in un'area edificabile. L'obbiettivo: renderlo più appetibile e aumentarne il valore. Ma se due anni fa la cessione era stata valutata 800mila euro, nel frattempo il prezzo è sceso e nel nuovo piano di dimissioni approvato insieme al bilancio 2012 il terreno è stato quotato 700mila euro. La circoscrizione ha già espresso all'unanimità parere negativo sull'operazione. E i residenti insistono con le loro rivendicazioni: l'area va restituita al quartiere sotto forma di piccolo polmone verde. «In tutto San Donato resta solo questo fazzoletto di terra libero denuncia Antonio Guerrieri, del comitato che sta promuovendo la petizione Il Comune non può cementificarlo, dimenticandosi che quell'area era stata lasciata libera in cambio del permesso con cui vennero costruiti i palazzi attorno negli anni '60».