Nuove sorprese dalla Cattedrale: iniziano i lavori per costruire uno scivolo per disabili, ma spuntano sepolture medievali GROSSETO Sorpresa: sotto piazza del Duomo, a Grosseto, stanno affiorando reperti medievali, forse traccia di un antico cimitero sotterraneo. Non vasi, urne cinerarie o tesori funebri, ma frammenti di sepolture umane scoperte dalla ditta Lauria, impegnata nei lavori di scavo per costruire una rampa per disabili. Gli operai - anziché estrarre dal sottosuolo terra o frammenti di selciato - si sono visti spuntare tra le mani antichi frammenti di tibia e perone. Si tratta di due scheletri risalenti forse al '3-'400. Resti di ossa umane dallo scarso valore storico-archeologico, ma che stanno allungando i lavori di costruzione di uno scivolo esterno alla Cattedrale. «Forse - ipotizza don Franco Cencioni, preposto del Capitolo della Cattedrale - tutta la zona sotto la piazza Dante era un'area cimiteriale come accade spesso nei dintorni delle chiese». La Soprintendenza archeologica, già da mesi in campo per supervisionare lo scavo e i lavori di spostamento della colonna romana, a questo punto ha dovuto entrare in gioco da "protagonista", con una presenza attiva e diretta per mettere in sicurezza i reperti. Una storia infinita - quella del Duomo a misura di disabile - tutta puntellata di intoppi, cavilli burocratici e inattesi ritrovamenti che hanno reso più complicato, negli anni, un progetto all'apparenza facile. Gli imprevisti, nel tempo, sono stati più d'uno: una volta scelto il progetto vincitore del concorso di idee si era infatti deciso di spostare la colonna romana che creava intralcio. Ma per spostare la colonna si è dovuto a sua volta risolvere un "giallo" legato alla proprietà (di Comune? Provincia? Curia?). Chiusa la faccenda della proprietà (per la verità rimasta nel fumo), sono iniziati i lavori e il monumento è stato "imbracato" per un mini-trasferimento poco più in là. E qui il percorso si inceppa ancora. Da un mese la colonna è ferma dov'era e la faccenda non è passata certo inosservata. La Chiesa tentenna? Nuovi problemi burocratici? Sono finiti i soldi? Guai con la ditta? Niente di questo. Piuttosto, inizia lo scavo e spuntano le tombe: nuovi piccoli grandi tesori della Cattedrale, il cui primo edificio di culto era stato la pieve di Santa Maria. Poi il complesso fu ricostruito tra fine '200 e inizio '300 dall'architetto senese Sozzo di Rustichino, per subire nuovi rifacimenti di gusto rinascimentale e barocco ed essere rimaneggiata in stile neomedievale tra il 1840 e il 1865. Negli anni gli strati hanno "sputato" fuori novità e tracce di un passato mai sepolto: pochi mesi fa spuntano i resti di un pavimento rinascimentale, ora ecco gli scheletri a 80-90 centimetri sotto il selciato. La Chiesa tranquillizza, «l'opera mica è bloccata per colpa loro: i lavori riprenderanno presto, il 10 luglio. Anzi - spiega don Franco - il cantiere è stato stoppato da quisquilie: un operaio della gru si era ammalato e le tre Soprintendenze non si erano accordate sui tempi per riprendere i lavori in un giorno "x"». Piccoli intoppi burocratici sulla tabella di marcia, dunque, come avviene quando si sommano - per un progetto solo - ben 3 Soprintendenze. Ma è inevitabile che i lavori si siano complicati anche per mettere i reperti al sicuro con perizia e rigore filologico, nel rispetto della Cattedrale e della sua storia. La Soprintendenza li ha riposti nei locali di via Mazzini a Grosseto. E l'infinita faccenda della rampa prosegue a colpi di storia antica e moderna
GROSSETO - Anche gli scheletri rallentano la rampa
A Grosseto, durante i lavori per costruire una rampa per disabili presso la Cattedrale, sono stati scoperti reperti medievali, forse traccia di un antico cimitero sotterraneo. Gli operai hanno trovato frammenti di scheletri risalenti al '300, che sono stati messi al sicuro dalla Soprintendenza archeologica. I lavori erano stati iniziati per costruire uno scivolo esterno alla Cattedrale, ma sono stati fermati a causa di problemi burocratici e la scoperta dei reperti. La Chiesa ha tranquillizzato, affermando che i lavori riprenderanno presto. La Soprintendenza ha riposto i reperti nei locali di via Mazzini a Grosseto.
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