S. Croce. a. c.) Conosce i fondali di Punta Secca come le sue tasche. Li ha perlustrati sin da tenere età, e ora quegli stessi fondali gli hanno regalato un'esperienza che difficilmente potrà dimenticare. Giuseppe Raimondo (nella foto) era uscito per una battuta di pesca, una delle tante per il giovane studente, amatore dei fondali camarinensi e accanito pescatore subacqueo. Durante la battuta di pesca tra Punta Secca e Caucana, il giovane sommozzatore ha fatto un incontro veramente singolare. "Perlustrando - racconta - ho seguito un polipo fino alla sua tana. Ma, con mia grande sorpresa, mi sono reso conto che quella tana non era un comune scoglio. Guardando bene mi sono accorto che l'animale ha scelto come rifugio un'anfora". Per nulla impreparato e ben informato circa le procedure da seguire in caso del rinvenimento di un reperto a mare, Giuseppe ha seguitoil dettato della legge quadro "Urbani" del 2004 che vieta la ricerca di reperti e ha segnalato la sua inaspettata scoperta alla Sovrintendenza del mare, che si è subito affrettata sul luogo per i rilievi di rito. "Oltre a quell'anfora - chiarisce il giovane scopritore - gli esperti hanno constatato la presenza di altre, il chiaro segnale che si potesse trattare del carico di una nave. Ho ventisette anni, scendo in acqua da quando ne ho cinque. Conosco bene queste coste e ho trovato veramente di tutto. Ma non avrei mai sperato in qualcosa di così speciale". Giuseppe Raimondo studia medicina e chirurgia. Uno studente encomiabile, che ora guarderà al mare in un modo tutto nuovo. 08072012