Dietro i numeri ci sono spesso... altri numeri. La rappresentazione forse più monumentale dei dati statistici di un Paese - la contabilità nazionale - riesce a fatica a tener dietro ai cambiamenti che si susseguono nella struttura economica. Per esempio, la rilevanza data all'indice della produzione industriale riflette il buon tempo andato, quando il prodotto di un paese era fatto di cose che fanno male quando ti cadono sul piede. Ma, adesso che i tre quarti del prodotto vengono dai servizi (incluso il pedicure) i numeri della contabilità nazionale vanno figliando altri numeri, chiamati conti satellite. Conti che sono importanti anche per i confronti internazionali. Per fare un esempio, di cui parleremo qui sotto, il confronto fra l'importanza del turismo nei diversi Paesi si deve avvalere di metodi omogenei per rilevare questa quota. Mentre perla contabilità nazionale ci sono metodologie comuni, per applicazioni particolari come quella relativa alla rilevanza del turismo non ci sono criteri omogenei. Di qui l'importanza dei conti satellite, che estendono a casi particolari la omogeneità delle metodologie usate. n Italia uno dei primi conti satellite a essere figliati è quello relativo al turismo, un'attività economica particolarmente importante per il nostro Paese. Una delle novità di questo studio, appena pubblicato dall'Istat ("Il primo conto satellite del turismo per l'Italia», 4 luglio 2012) sta nel calcolo del reddito imputabile alle attività turistiche, non solo a quello diretto ma anche a quello non direttamente speso dai visitatori e che afferisce: al turismo per affari; ai servizi resi dall'utilizzo per vacanza delle seconde case di proprietà; ai consumi turistici collettivi (forniti gratuitamente) sostenuti dalle amministrazioni pubbliche. In totale, il valore aggiunto delle branche di attività turistiche, anche se non direttamente imputabile al turismo, è stato nel 2010 pari al 10,9 del Pil, facendone uno dei settori più importanti dell'economia italiana.