Ora è ufficiale. Il Comitato No Grandi Navi, insieme a Medicina Democratica, Associazione Bortolozzo, AmbienteVenezia, ha protocollato ieri mattina alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti un esposto con annesso dossier sulla delicata questione dell'inquinamento atmosferico prodotto dalle navi crociera in arrivo, in sosta e in partenza dal Porto di Venezia. Il dossier, recapitato alla magistratura ordinaria, e a quella contabile, si compone di 25 pagine che raccolgono le riflessioni sullo smog causato dalle grandi navi ponendo più di qualche interrogazioni sulle caratteristiche dei fumi. Inoltre è stato presentato anche un ricchissimo album fotografico che raccoglie una selezione di immagini che riproducono la quantità di fumi scaricati in aria dai fumaioli delle navi delle diverse compagnie marittime all'interno della laguna di Venezia e nella fase di attraversamento della città. «É urgentissimo - spiega il Comitato rivolgendosi alla Procura e alla Corte dei Conti - un vostro intervento per prevenire e limitare al massimo i danni causati alla popolazione e ad una città che è "patrimonio dell'Umanità". Occorrono provvedimenti urgenti che seguano i dettami e i principi della massima precauzione e dell'applicazione delle migliori tecnologie; attivando altresì un'adeguata e attrezzata rete di monitoraggio con indagini epidemiologiche mirate sulle popolazioni residenti».
No Grandi Navi ora rilancia la battaglia. Un esposto in Procura e alla Corte conti
Il Comitato No Grandi Navi, insieme a Medicina Democratica, Associazione Bortolozzo, AmbienteVenezia, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti sulla questione dell'inquinamento atmosferico prodotto dalle navi crociera in arrivo, in sosta e in partenza dal Porto di Venezia. Il dossier contiene 25 pagine di riflessioni sullo smog causato dalle grandi navi e un album fotografico che mostra la quantità di fumi scaricati in aria dalle navi. Il Comitato chiede un intervento urgente per prevenire e limitare i danni causati alla popolazione e alla città, richiedendo provvedimenti che seguano i dettami della massima precauzione e dell'applicazione delle migliori tecnologie.
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