Il giorno più lungo dell'amministrazione, quello del verdetto sul parcheggio della Fortezza, inizierà presto, con la maxi trasferta a Roma del sindaco Domenici e degli assessori Albini (projetc financing) e Biagi (urbanistica), ma solo a fine pomeriggio arriverà il responso degli esperti del ministero dei beni culturali. Il viaggio del primo cittadino e dei due amministratori non era previsto e la dice lunga sull'importanza dell'appuntamento, ma l'occasione di poter difendere il proprio operato e ottenere un'audizione da parte del comitato era troppo ghiotta per essere ignorata. Ieri Palazzo Vecchio non si è sbilanciato in previsioni, limitandosi a sottolineare che tutta la collaborazione possibile è stata offerta ai cinque esperti di Roma (tra i quali c'è anche l'ex sovrintendente di Firenze, Mario Lolli Ghetti, l'uomo che dette il primo sì al progetto della Fortezza, approvando le vecchie volumetrie, ridotte del 12 dopo lo stop ad aprile del nuovo sovrintendente) e che oggi si dovrebbe arrivare in ogni caso ad una decisione, senza altri supplementi di indagine. Sul tavolo del presidente del comitato di settore Marisa Bonfanti e dei membri Mario Lolli Ghetti, Gianni Carbonara, Stella Casiello e Giuseppe Zampino, il vecchio progetto, le due varianti proposte dall'amministrazione e la domanda del sovrintendente regionale Antonio Paolucci sull'impatto del manufatto, ma soprattutto il destino della Fortezza e dell'amministrazione. Se dovesse arrivare la richiesta di demolizione dell'intero piano superiore del parcheggio sarà impossibile per Domenici difendere il sì della sua amministrazione al progetto e alla sua utilità pubblica, ma anche se passasse la linea di abbattere solo la parte destinata ad uffici e di creare una nuova piazza pedonale i costi per il Comune sarebbero altissimi sia sotto il profilo materiale che sotto quello politico. Solo se arrivasse il sì al mantenimento degli attuali volumi, con l'unica prescrizione di una scarpata verde (come in piazza bambini di Beslan), tutta l'operazione potrebbe andare avanti come se niente fosse limitando così i danni per i privati ed evitando il rotolare di teste in Comune. L'audizione di sindaco e assessori è l'ultimo asso nella manica dell'amministrazione e poi la parola potrebbe passare ai legali di privati e Comune. Firenze Mobilità potrebbe chiedere risarcimenti, ma Palazzo Vecchio sta affilando le armi e punta a far valere il fatto che, nel caso di un parere ministeriale contrario al progetto come concordato da Comune e privati, con i sì dei sovrintendenti Lolli Ghetti, Valetino e Grifoni, si sarebbe davanti ad un fatto nuovo non causato dal Comune dal momento che è stato Paolucci a rimandare la questione e Roma, e quindi a «frenare» le richieste dei privati. Resta infine l'ipotesi di un nuovo rinvio. Palazzo Vecchio spera che così non sia, forte di una fiducia nel sì di Roma ad un progetto che è stato già validato da tre sovrintendenti, ma anche per non dover essere costretto a riparlare della promessa di una consultazione popolare sul «mostro» della Fortezza. Intanto l'onorevole Riccardo Migliori (An) invita i fiorentini a scrivere un fax al ministro Urbani per chiedere la tutela la Fortezza allo 06-67232489, «il ripristino di un bene culturale violentato».
Fortezza, Domenici va a Roma per difendere il mostro
Il sindaco di Firenze, Domenici, e gli assessori Albini e Biagi, sono in viaggio per Roma per ricevere il verdetto sul progetto di parcheggio della Fortezza. Il progetto è stato oggetto di controversia e il ministero dei beni culturali ha espresso dubbi sulla sua utilità pubblica. Il viaggio del sindaco e degli assessori è stato previsto per la mattina, ma solo a fine pomeriggio arriverà il responso degli esperti. Il progetto prevede la demolizione di parte del piano superiore del parcheggio e la creazione di una nuova piazza pedonale. Se il progetto viene approvato, il Comune di Firenze dovrà affrontare costi altissimi per la demolizione e la creazione della nuova piazza.
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