Raffaello, Leonardo e Michelangelo debuttano nel più grande polo espositivo al mondo. E ad aprile tocca al Barocco romano «Spazio Italia»: i capolavori del Rinascimento al Museo nazionale di Pechino Il progetto. Dipinti, sculture e disegni esibiti in una sala della pinacoteca, che per cinque anni ospiterà esposizioni temporanee legate al nostro Paese PECHINO La Venere di Botticelli si affaccia su piazza Tienanmen e Lii Zhangshen, direttore del Museo nazionale cinese, commenta soddisfatto, un sorriso rivolto al ministro italiano dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi: «È davvero un regalo meraviglioso per i cento anni della nostra istituzione che cadono tra pochi giorni, il 9 luglio». Il taglio del nastro della mostra «Il Rinascimento a Firenze Capolavori e protagonisti» ha segnato ieri, come ha fatto notare l'ambasciatore d'Italia a Pechino Attilio Massimo Iannucci, un salto di qualità nei rapporti culturali tra il nostro Paese e la Repubblica Popolare. Frutto di un memorandum d'intesa siglato a Roma nell'ottobre 2010, ha consentito di esporre in una sala del più grande polo museale del mondo (192 mila metri quadri e una stima di 50 mila visitatori al giorno) 67 opere provenienti da una trentina di gallerie ed enti nazionali. Divisa in tre sezioni («Dagli esordi alla morte di Lorenzo il Magnifico»; «Il Rinascimento maturo e i grandi protagonisti» e «Capolavori»), la mostra curata da Cristina Acidini, considerata uno dei massimi esperti di storia del Rinascimento rappresenta, ancora secondo le parole di Lii Zhangshen, «un'occasione unica per vedere, insieme, i più grandi maestri della storia dell'arte italiana del Quattrocento e del Cinquecento». Questi maestri portano nomi quali Botticelli, Raffaello, Michelangelo, Leonardo da Vinci, Ghirlandaio, Filippo Lippi e tanti altri: un patrimonio dell'umanità. «E' spiega il ministro Ornaghi la prima mostra dedicata, in Cina, a un periodo storico così importante come il Rinascimento fiorentino. Ma è anche la più grande nel suo genere a uscire dai confini nazionali». Dipinti, affreschi, sculture e disegni sono disposti in una sala del Museo nazionale, battezzata «Spazio Italia», che per cinque anni ospiterà esposizioni tematiche provenienti dal nostro Paese. Allo stesso tempo, una sala del Museo di Palazzo Venezia, a Roma, sarà utilizzata (a partire dal prossimo ottobre) per analoghe mostre storiche e artistiche sulla millenaria cultura cinese. «Una testimonianza di grande, reciproca amicizia tra i nostri due Paesi sono ancora le parole del ministro Ornaghi che parte da antiche ragioni culturali per abbracciare l'economia e la politica». L'esordio del Rinascimento in piazza Tienanmen una prima mondiale davvero senza precedenti è un momento significativo per la nostra immagine nel più popoloso Paese del mondo. Il direttore del Museo nazionale cinese di Pechino stima che saranno diverse centinaia di migliaia i visitatori che si presenteranno allo Spazio Italia: «Ogni giorno varcano i nostri cancelli cinquantamila persone spiega Lii Zhangshen . Da qui al prossimo aprile due o trecentomila appassionati potranno vedere i capolavori del vostro Rinascimento, e questo perché limiteremo necessariamente, per ragioni di sicurezza, a cento per volta il numero di coloro che potranno accedere alla sala». Ieri i primi fortunati non hanno nascosto la soddisfazione per un'esperienza «unica nella vita». «Sono le opere più belle che io abbia mai visto ci dice per esempio Wang Ye, uno studente di vent'anni Sono davvero grato agli organizzatori di un evento tanto straordinario che avrà un impatto decisivo sul mio senso estetico da qui in avanti». Wang forse si fa prendere dall'emozione. E tuttavia non è l'unico a sottolineare la particolarità del momento. La signora Ma Guihua ha 64 anni e una passione per gli artisti italiani: «E' incredibile riuscire a vedere Botticelli, Raffaello, Leonardo, tutti insieme qui in Cina: sono senza fiato per l'emozione, una grande soddisfazione che riempirà gli occhi dei visitatori cinesi». C'è anche chi non conosce la nostra storia dell'arte. Ma ne approfitta per piantare semi in favore delle nuove generazioni. «Sono qui per immergermi nella cultura italiana confessa Liu Chenglin, 36 anni, alla mostra con il figlio di sette . So che è antica quanto la nostra ma non molto di più: mio figlio potrà senz'altro apprezzarla nel futuro più di me, io non ne ho avuto l'occasione». Tra i capolavori offerti al pubblico cinese ci sono «La Scapigliata» di Leonardo, L'«Autoritratto» di Raffaello, L'«Adorazione dei Magi» e la «Venere» di Botticelli e, ancora, l'«Annunciazione» di Filippo Lippi. Nelle parole della curatrice Cristina Acidini, dipinti, disegni e sculture non si limitano a offrire nutrimento per la sensibilità estetica e artistica di chi avrà l'occasione di ammirarli. Ma sono un veicolo «per comprendere anche la storia: dei luoghi e delle persone. E un aiuto a immergersi nei passaggi epocali di una civiltà che ha segnato Firenze con i suoi luoghi del sacro e del potere civile: pensiamo al Battistero, o a Palazzo Pitti, simbolo della magnificenza dei Medici, tutti rappresentati in forma di capolavoro». Capolavori che non sempre i musei italiani concedono volentieri per esposizioni all'estero così complesse. Opere dunque portate tutte in Cina con un po' di trepidazione, se non altro per la loro irripetibilità unita alla fragilità imposta dai secoli. Ma, confessa Omaghi, «bisogna lanciare operazioni di questo genere, anche correndo qualche rischio, altrimenti si paralizza la diffusione della cultura italiana oltre i confini nazionali». Ornaghi a Pechino ha incontrato il ministro della Cultura cinese Cai Wu, con il quale ha già vagliato altre forme di collaborazione, una fortunata ricaduta dell'«eccezionalità di questo evento», perfettamente percepita dagli ospiti cinesi. L'allestimento di Spazio Italia è costato in tutto un milione e duecentomila euro. Ad aprile, si cambierà tema: Roma e il Barocco sostituiranno il Rinascimento. L'inaugurazione. Ornaghi: cultura senza confini Si intitola «Il Rinascimento a Firenze Capolavori e protagonisti» la mostra sull'arte italiana rinascimentale che è stata inaugurata ieri a Pechino, al Museo nazionale cinese e che resterà aperta fino al 30 aprile 2013. «La più grande esposizione, nel suo genere, a uscire dai confini nazionali», ha commentato il ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi. Lo «Spazio Italia» resterà aperto 5 anni. Dopo la mostra sul Rinascimento fiorentino ne arriverà un'altra dedicata a Roma e al Barocco. Sempre ieri Ornaghi ha incontrato il ministro della Cultura cinese Cai Wu, con il quale ha vagliato un piano di collaborazione.
Una Venere di Botticelli a Tienanmen
Il Museo nazionale cinese di Pechino ospita la mostra "Il Rinascimento a Firenze Capolavori e protagonisti", la più grande esposizione a uscire dai confini nazionali. La mostra, curata da Cristina Acidini, presenta 67 opere provenienti da una trentina di gallerie e enti nazionali italiani. I capolavori del Rinascimento fiorentino, tra cui Botticelli, Raffaello, Michelangelo e Leonardo, sono esposti in una sala del Museo nazionale, chiamata Spazio Italia. La mostra è stata inaugurata ieri e resterà aperta fino al 30 aprile 2013. Il ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi ha commentato la mostra come un regalo meraviglioso per i cento anni della sua istituzione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo