Intervista all'assessore dopo le dimissioni di Andrea Buzzoni: accorperemo le due Istituzioni Gam e Civici, basta coi dirigenti che fanno anche i direttori ALBERTO Ronchi non considera una sconfitta le dimissioni di Andrea Buzzoni dalla presidenza dei Musei Civici, bensì «una vittoria dell'amministrazione» che progetta l'accorpamento delle due istituzioni museali Civici e Gam. L'assessore punta il dito contro le «troppe storture che condizionano l'attuale sistema dei musei, troppo complicato, frammentato, farraginoso. Il dirigente del Settore Cultura - cita ad esempio, riferendosi al doppio ruolo di Francesca Bruni - non può essere anche il direttore di una Istituzione che da lui dipende». "Questo sistema ha troppe storture, è ora di cambiare" ASSESSORE Alberto Ronchi, esattamente un anno fa, fu lei il primo a festeggiare la nomina di Andrea Buzzoni come presidente dell'Istituzione Musei Civici. Una figura di prestigio, preceduta in città dalla fama dei successi di Ferrara Arte, su cui Bologna faceva non poco affidamento per il rilancio del suo patrimonio museale. Le dimissioni di Buzzoni rappresentano la sua prima sconfitta amministrativa? «Non la vivo come una sconfitta, piuttosto direi che è una vittoria dell'amministrazione. Nel corso del mio mandato mi sono dato come obiettivo l'innovazione, anche questo cambio fa parte di questo percorso: cogliamo l'occasione per modificare al meglio la macchina comunale». In che senso? «Il risultato di questo anno di lavoro egregio svolto dal consiglio d'amministrazione dell'Istituzione è una dettagliatissima relazione sullo stato dei nostri musei che i consiglieri hanno visitato in più occasioni. È un'analisi sullo stato dell'arte di quegli spazi, consegnata a me e al sindaco, che mette in evidenza le difficoltà oggettive del nostro sistema museale. Preso atto che il sistema allo stato attuale non funziona, Buzzoni ha deciso di lasciare il suo incarico». Invece di raccogliere la sfida, seppur complessa, il presidente si dimette: non le sembra strano? «No. In questo anno è stato fatto un tentativo di analisi, ma il sistema bolognese è molto articolato, troppo complicato, frammentato e farraginoso. Troppe le storture che lo condizionano. Dobbiamo avviare una riorganizzazione che porti a uno snellimento che poi si tradurrà anche in una migliore comunicazione verso l'esterno del nostro patrimonio artistico. Non può che giovarci». Cosa intende quando sostiene che il nostro sistema presenta delle storture? «Il direttore del Settore Cultura non può essere contemporaneamente anche il direttore di una istituzione che da lui dipende. È anche per questo che il sistema non funziona». Sta parlando di Francesca Bruni, che oggi guida il settore di cui lei è assessore? «Sì, ma non ne faccio una questione personale. Si tratta evidentemente di una incompatibi-lità, per niente funzionale, non solo per il doppio incarico. Sono due compiti diversi e come tali vanno assegnati a persone diverse ». Chi saranno dunque i nuovi vertici dell'Istituzione Musei Civici? «È presto per dirlo soprattutto per un motivo: perché l'Istituzione non sarà la stessa che abbiamo conosciuto fino a oggi». Si spieghi meglio, a che architettura giuridica sta guardando? «Abbiamo bisogno di una struttura meno complessa, più snella, in linea anche con quello che ci viene chiesto da Roma. Stiamo ragionando a un'ipotesi di accorpamento fra le due istituzioni che già abbiamo, quella dei Civici e quella della Gam con il Mambo, il Morandi, Casa Morandi, il Museo di Ustica e Villa delle Rose. Un'unica istituzione, forse chiamata Istituzione Musei Città di Bologna, con un solo presidente, un solo direttore e un cda composto da cinque o da tre membri, è tutto ancora da decidere ». Che dicono dal Mambo di questa rivoluzione? «Il direttore Gianfranco Maraniello è molto interessato al processo che stiamo per intraprendere ». In vista non c'è dunque una nuova corsa verso la trasformazione in fondazione come avvenuto per la Cineteca? «No, il percorso sarà diverso, più semplice, ma dovremo comunque discuterne in giunta, sottoporre il progetto al consiglio comunale che poi dovrà ratificare anche il nuovo statuto, quello di adesso è caotico e farraginoso. A gennaio potremmo essere pronti». Quando sarà presentata invece la card turistica che, nelle intenzioni, dovrebbe offrire un ingresso unico valido per tutti i musei cittadini, compresi quelli universitari e quelli del circuito di «Genus Bononiae» della Fondazione Carisbo? «La card unica turistica sarà presentata a metà luglio e partirà prima in forma sperimentale per poi essere lanciata l'anno prossimo con una adeguata campagna di comunicazione».
BOLOGNA - Ronchi e i musei: "Troppe storture, entro gennaio si cambia"
Il presidente della Giunta di Bologna, Alberto Ronchi, ha dichiarato che le dimissioni di Andrea Buzzoni dalla presidenza dei Musei Civici non sono una sconfitta, ma una vittoria dell'amministrazione. Secondo Ronchi, il sistema dei musei bolognese è troppo complicato, frammentato e farraginoso, con troppe storture che lo condizionano. L'assessore punta il dito contro le incompatibilità tra i dirigenti, come il doppio ruolo di Francesca Bruni, che oggi guida il settore del Settore Cultura e è anche la direttore di una istituzione che da lei dipende. Ronchi sostiene che il sistema non funziona e che è necessario un cambiamento.
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