Cento ettari al giorno vengono coperti da cemento e asfalto. Non conosce sosta la crescita del consumo di suolo in Italia. Così la superficie impermeabilizzata copre piu del 6 dell'intero territorio nazionale, con punte che superano il 60 nei territori comunali di Milano e Napoli. C'è poco da stupirsi, dunque, se i Comuni italiani interessati da frane sono 5.708, pari al 70,5 del totale: 2.940 classificati con livello di attenzione molto elevato, 1.732 elevato e 1.036 medio. Non solo rischi potenziali. Infatti nel 2011 sono stati rilevati 70 eventi di dissesto idrogeologico con 18 vittime. Più di mille le persone evacuate con ordinanza di sgombero e ingenti i danni alla rete autostradale, stradale e ferroviaria. Eventi che hanno colpito in particolare Liguria, Calabria e Sicilia. È un preciso allarme quello contenuto nell'Annuario dei dati ambientali 2011, il report frutto del lavoro svolto dal Sistema delle Agenzie Ambientali, presentato ieri dall'Ispra, l'organismo del ministero dell'Ambiente. E non solo per il consumo di suolo e le frane. Preoccupano i 57 siti contaminati (ben i13 del territorio nazionale): interventi di bonifica «piuttosto disomogenei» in un quadro «a due velocità» tra Nord e Sud. Mentre va meglio lo stato di salute dell'aria e dei mari. I valori più elevati del soil sealing, denuncia il rapporto, si registrano in Lombardia, Veneto e Campania con concentrazioni maggiori in corrispondenza delle aree urbane, sulle coste e lungo i principali assi stradali. Il fenomeno assume proporzioni più ampie nelle grandi aree di pianura poiché non si limita all'espansione della periferia urbana ma si diffonde anche nelle aree agricole, naturali e semi naturali. E questo è, ovviamente, un doppio danno con la gravissima minaccia per la biodiversità che rischia di essere irrimediabilmente perduta; nel dettaglio è in pericolo oltre 1150 dei vertebrati, il 15 delle piante superiori e il 40 di quelle inferiori. «Le maggiori minacce al patrimonio naturale - scrive l'Ispra - sono legate principalmente all'impatto delle attività umane e a una richiesta di risorse naturali e di servizi ecosistemici sempre più accentuata e sempre meno compatibile con la loro conservazione in uno stato tale da garantirne la sopravvivenza e la tra-smissibilità alle generazioni future». Nelle principali aree urbane, il consumo di suolo arriva ad estendersi anche per più della metà del territorio comunale: supera i1 60 a Milano e Napoli, mentre a Roma la superficie impermeabile cresce oltre i 300 ettari all'anno. Ma non è solo un fenomeno cittadino. In sette anni, dal 2000 al 2007, il 37 dei litorali ha subito variazioni dell'assetto della linea di riva superiori a 10 metri, con ben 897 chilometri in erosione e la perdita di 600.000 metri quadrati di spiagge. Di conseguenza aumenta il numero dei litorali stabilizzati artificialmente con circa 250 interventi. Molto attuale è anche l'analisi dei terremoti. In particolare il rapporto ricorda come «in un solo anno (1 ottobre 2010-31 ottobre 2011) sono stati oltre 2.000 gli eventi sismici di magnitudo locale ma bg ore o uguale a 2, distribuiti essenzialmente lungo l'arco appenninico e, in minor misura, lungo quello alpino». La maggior parte «in territorio calabrese, abruzzese e siciliano».
In Italia asfaltati cento ettari al giorno. Il report dell'Ispra: così aumenta il rischio frane. Gravi minacce per il patrimonio naturale.
In Italia, il consumo di suolo è un problema grave. Cento ettari al giorno vengono coperti da cemento e asfalto, con una superficie impermeabilizzata che copre oltre il 60% del territorio nazionale. I Comuni italiani interessati da frane sono 5.708, con 2.940 classificati con livello di attenzione molto elevato. Nel 2011, sono stati rilevati 70 eventi di dissesto idrogeologico con 18 vittime. I danni alla rete autostradale, stradale e ferroviaria sono stati ingenti. Il rapporto dell'Ispra segnala anche 57 siti contaminati, con interventi di bonifica disomogenei tra Nord e Sud.
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