Innovativo intervento diretto dal professor Giovanni Villa in Santo Spirito e San Bernardino La chiesa di Santo Spirito, affacciata sulla piazzetta omonima in cui passa via Pignolo, è aperta e, eccetto qualche raggio di sole che filtra dall'alto, è tutta avvolta nella penombra, anche la cappelletta alla destra dell'altare, che custodisce uno dei tanti tesori pittorici che il mondo invidia alla nostra città, ma di cui spesso siamo ignari. È la Madonna con i Santi, firmata da un pittore che, secondo lo storico dell'arte esperto di arte italiana Bernard Berenson, sarebbe importante come Tiziano per capire il Cinquecento. Lorenzo Lotto, personaggio che nel 1521 ha lasciato in Santo Spirito uno dei suoi tesori: una grande pala di oltre due metri per due in cui una Maria in trono con in braccio il bambinello siede circondata dai Santi. La luce pomeridiana che entra dalle finestre lascia appena percepire gesti, drappi e dettagli di un opera, ma basta un solo «click» e la pala di Lotto si illumina, rivelandosi in tutto il suo splendore: il rosso si accende e pare quasi possibile sfiorare le pieghe della tunica della Madonna, i muscoli di San Sebastiano appaiono tesi e vigorosi, mentre l'oro luccica sul bastone pastorale del vescovo. Fiori, geometrie e foglie ricamate compaiono in rilievo nel drappo su cui è steso un San Giovannino con l'agnello dal manto reso soffice dalla luce. È la luce che ridà vita all'opera e il cervello converte in colori le sue lunghezze d'onda: da quelle maggiori del rosso, a quelle minori del violetto. «E poi ci sono gli ultravioletti e gli infrarossi, i raggi responsabili dell'ingiallimento dei dipinti. I Led, le luci (donate da Targetti per il progetto Terre di Lotto) scelte per le opere del Lotto, non emettono raggi simili e quindi le pale si potrebbero conservare più a lungo», spiega Giovanni Villa, direttore del progetto di illuminotecnica che ha permesso di dare luce alle opere del Lotto non solo nella mostra dedicata al pittore allestita alle Scuderie del Quirinale di Roma di cui è stato curatore. Il parroco don Walter Pala ne è entusiasta. Accanto a Villa, che dirige anche il Centro di Arti Visive dell'Università di Bergamo, ad occuparsi del progetto di illuminazione ci sono Francesco Iannone e Serena Tellini dello studio Consuline, che hanno studiato quest'illuminazione a Led, in cui la tecnologia incontra l'ottica e la neuroscienza, con risultati sorprendenti in termini di percezione dei colori ed effetti 3d. «Questa tecnologia è ancora in fase sperimentale - spiegano Iannone e Tellini, hanno anche presentato il loro innovativo progetto a Bergamo Scienza - ma ottimi risultati sono già visibili: oltre a una migliore conservazione delle opere questi interventi, favoriscono la percezione dell'opera, che risulta tridimensionale grazie all'interazione tra la luce e il nostro occhio. Il merito è dei nostri neuroni a specchio, che in questo caso reagiscono al Led facendoci percepire dei volumi ricostruiti dal nostro occhio nelle loro parti mancanti». Oltre alla pala di Santo Spirito, si può ammirare anche quella di San Bernardino in Pignolo Alta, illuminata anch'essa dalla tecnologia Led.