Un paziente di 150-160 anni, attaccato da varie patologie, che rischia di morire presto se non si interviene subito. È l'immagine più calzante per la situazione in cui versano le pinete litoranee in provincia di Grosseto: su circa 3mila ettari, in gran parte di proprietà privata, almeno 500 sono già a rischio concreto di estinzione. Ne hanno parlato, ieri, nella sala consiliare del Comune di Grosseto, i rappresentanti dei Comuni della costa, da Capalbio a Follonica, la Regione Toscana, Legambiente e Wwf, ricercatori universitari, associazioni di categoria, pinottolai, albergatori, proprietari di pinete, cooperative, Corpo forestale dello Stato, e organizzazioni sindacali, invitati dalla Provincia e dal Comune di Grosseto per parlare dello stato di salute delle pinete che, per la Maremma Toscana, hanno una grande valenza paesaggistica, economica e turistica. L'assessore provinciale all'Agricoltura Enzo Rossi ha ricordato che le pinete della provincia di Grosseto, piantate dalla mano dell'uomo, hanno superato l'età media di vita, che si aggira intorno agli 80 anni: ne hanno più di 90, e alcune piante hanno raggiunto i 150 anni. Inoltre la pineta è attaccata, dal sottosuolo, dal cuneo salino, ed è presa di mira da insetti come la cocciniglia e un insetto blastofago che scava gallerie nel pino marittimo, ma attacca anche il pino domestico, ma soprattutto dalla cimice americana, che attacca le gemme delle pigne e ha già distrutto l'attività dei pinottolai, facendo venire meno uno dei principali interessi alla coltivazione della pineta stessa. «La Maremma Toscana ha detto Rossi è destinata nei prossimi anni a un paesaggio completamente differente con la perdita progressiva di tutte le pinete», e l'assessore all'ambiente Giuseppe Monaci ha sottolineato che se non si interviene presto, nel giro di 15-20 anni i campeggi della Maremma saranno sotto il sole e non sotto i pini. Rossi ha ipotizzato «un progetto di lungo respiro, con azioni di tutela, interventi di rimboschimento, taglio e reimpianto delle pinete». Per individuare i finanziamenti necessari agli interventi «Abbiamo lanciato l'idea ha detto Monaci di costituire tra soggetti pubblici e privati un'associazione di scopo. Lo stato fitopatologico delle pinete - ha aggiunto è l'occasione per affrontare, pur con notevole ritardo, la questione forestale e quindi la rinnovazione della pineta». Lo sguardo è rivolto prevalentemente alla Regione Toscana, anche perché il problema pineta riguarda tutta la costa regionale. L'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini ha ricordato gli interventi contro l'erosione costiera, per ridurre l'azione del cuneo salino, ma anche che la Maremma ha avuto, per gli interventi agricolo-forestali, un milione e 100mila euro, oltre a 230mila euro utilizzabili entro la fine del 2013. «Per il futuro - ha detto considerando che le risorse saranno sempre meno, sarà necessario unire le forze di tutti i soggetti coinvolti pubblici e privati» oltre naturalmente all'università: quella di Firenze sta già studiando i fenomeni e le possibili risposte da dare per assicurare ancora lunga vita alla pineta. Enrico Pizzi