Il taglio del nastro alla villa romana del casale Piazza Armerina. Villa Romana del Casale il taglio del nastro inaugurale ha suggellato i restauri. In un afoso pomeriggio d'estate tra imponenti misure di sicurezza ed una attenta organizzazione dell'evento che ha visto i partecipanti muniti di cartellino identificativo, arriva finalmente l'ora tanto attesa da Piazza Armerina e dalla Sicilia: l'inaugurazione del percorso restaurato della Villa Romana del Casale. Prima il concerto svoltosi al teatro "Garibaldi" con le autorità civili, religiose e militari in prima fila ad assistere all'omaggio musicale composto anni fa dal maestro Carlo Florindo Semini, che, durante una sua visita al sito archeologico rimase così affascinato dalle storie mitologiche narrate sui pavimenti della Villa a tal punto da decidere di dedicargli una suite. Poi il folto gruppo si è recato al Parco Archeologico della Villa Romana del Casale dove a fare gli onori di casa è stato il direttore, l'arch. Guido Meli, che fino a poche ore prima in modo certosino si occupava di curare gli ultimi particolari dell'evento coordinando i ritocchi per ricevere gli ospiti. Sono le 21 quando i protagonisti principali della storia legata ai sei anni di restauro - Vittorio Sgarbi, Sebastiano Missineo, e l'architetto Guido Meli - parlano ai presenti nel momento inaugurale. E' Meli a parlare per primo: "Gli interventi sono stati delicati, durati mesi, anni. Ciò che la Villa simboleggia è il dono della condivisione, delle culture che si mischiano, l'occidente romano che incontra le maestranze del nord Africa dando vita alle decorazioni musive che sono una caratteristica comune all'area del Mediterraneo. Il restauro del corpus è anche servito a conservare, intatto, il suo significato più alto, il genius loci di questo luogo, un luogo di accoglienza tra le genti". Poi è la volta di Vittorio Sgarbi, già alto commissario regionale dei restauri della Villa, che con la sua solita schiettezza parla anche dei momenti non facili vissuti nel corso dei restauri: "Ho voluto l'arch. Meli al timone del cantiere dopo averlo inizialmente maltrattato. L'arco di questi sei anni stasera è sintetizzato dalla presenza di Fabio Granata, il primo dei sei assessori regionali ai Beni Culturali che si sono succeduti e da quella di Sebastiano Missineo che completa il ciclo. Le ipotesi progettuali iniziali erano difficili da realizzare, poi la felice intuizione delle linee guida dell'arch. Gionata Rizzi ha incontrato al meglio la proposta di Guido Meli. Me ne vado dispiaciuto per non avere potuto assistere la Villa sul piano della comunicazione, nel ruolo tecnico di alto commissario ho cercato di dare spazio alla identità del sito, alla coscienza etica del territorio. Abbiamo mantenuto e valorizzato l'idea che fu di Minissi conservando le passerelle che consentono di vedere dall'alto i mosaici. La copertura di oggi permette una visita ombreggiata e restituisce l'idea del luogo ai tempi in cui era abitato. I soldi sono finiti e i lavori purtroppo incompleti, altri quattro-cinque milioni di euro saranno presto disponibili per completarli". Il sindaco di Piazza Armerina Carmelo Nigrelli emozionato a nome della comunità piazzese dice: "Noi non siamo i padroni della Villa ma ne siamo i gelosi custodi a nome dell'Umanità. Non abbiamo più scuse adesso, quello che i nostri padri ci hanno tramandato deve essere valorizzato d'ora in poi al meglio. Oggi la presenza dei sindaci di Ferrara, per il nord, Assisi per il centro e Alberobello per il sud Italia, in rappresentanza dell'Assemblea dei siti Unesco dimostra l'importanza di questo momento storico". A concludere prima della benedizione del vescovo Michele Pennisi, è l'assessore Missineo: "Ho voluto a tutti i costi questa inaugurazione anche con parecchi scontri con Sgarbi. Sono stato molto fortunato a raggiungere l'obiettivo del completamento del cantiere avviato sei anni fa sotto la guida dell'assessorato regionale da parte di Fabio Granata. In questi ultimi 22 mesi i Beni Culturali Regionali hanno potuto vedere il ritorno a casa della Dea di Morgantina e il momento storico di questa sera. Si crea adesso un polo turistico e archeologico unico con Morgantina, la Villa Romana del Casale e le diramazioni di Gela e Caltagirone nello stesso distretto turistico". Marta Furnari 06072012
SICILIA - PIAZZA ARMERINA - Meli, Sgarbi, Nigrelli e Missineo parlano del nuovo polo turitisco nato con la Villa romana
La Villa Romana del Casale di Piazza Armerina è stata inaugurata dopo sei anni di restauro. L'evento è stato organizzato con misure di sicurezza e una attenta organizzazione. Il direttore dell'archeologia, Guido Meli, ha parlato di come gli interventi siano stati delicati e durati mesi e anni. Ha anche sottolineato l'importanza del restauro del corpus e la conservazione del significato più alto del luogo. Vittorio Sgarbi, alto commissario regionale dei restauri, ha parlato anche dei momenti non facili vissuti durante i restauri e ha ringraziato l'arch. Meli per aver curato gli ultimi particolari dell'evento.
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