Da marzo a Palazzo Madama la collezione Basilewsky CALICI, reliquiari, croci, piatti di legature per codici manoscritti, piccole statue, ma anche manufatti di uso profano, come i vetri dipinti a oro di età paleocristiana, cofanetti e un raro corno da caccia. E ancora smalti dipinti di Limoges, maioliche italiane e pezzi di ceramica francese. Un percorso attraverso l'arte europea del Medioevo e del Rinascimento, con una selezione di sessanta opere di arte decorativa della collezione di Alexander Basilewsky, in collaborazione con l'Ermitage di San Pietroburgo, celebrerà il prossimo marzo a Palazzo Madama il 150 anniversario del Museo Civico di Torino. La mostra - intitolata "Tesori dell'Ermitage. Collezione Basilewsky" - è stata presentata ieri nella Sala delle colonne di Palazzo Civico dal sindaco Piero Fassino e dall'assessore Maurizio Braccialarghe, alla presenza del direttore del tempio russo dell'arte - sviluppato su 35mila metri quadrati, conserva nelle sale e nei depositi tre milioni di opere- Michail Piotrovsky e della responsabile dell'arte italiana dell' istituzione Irina Artemieva. «Voglio dare il benvenuto della città al direttore Piotrowsky, annunciando il primo appuntamento di un programma triennale che abbiamo sottoscritto con grandi istituzioni internazionali di quel paese» ha detto il sindaco, annunciando che nello stesso periodo della mostra "russa" a Palazzo Madama, il "Ritratto d'uomo" di Antonello da Messina, il dipinto più celebre di quella collezione, volerà all'Ermitage. Tra gli altri appuntamenti in programma (l'accordo sarà perfezionato a ottobre, con la visita a Torino del sindaco di San Pietroburgo, accordo che riguarderà anche altri settori, privilegiando però la cultura), un concerto del Teatro Regio, che verrà realizzato nel 2014 sulla spianata di fronte all'Ermitage. Si proseguirà nel 2015 con uno scambio di esposizioni: qui arriverà un gruppo di opere di artisti francesi del XVIII e XIX secolo, ancora dalle raccolte dell'Ermitage, secondo un progetto che riguarderà lo scambio culturale tra Italia e Francia, di cui il Piemonte e Torino sono stati avamposto. Nel museo russo andrà un gruppo di opere di arte contemporanea torinese, in particolare dalla Gam. IL direttore dell'Ermitage «ringrazio molto i nostri amici di Torino e in particolare il sindaco » ha replicato sua volta Piotrowsky - si era recato al mattino a Palazzo Madama, per ammirare in particolare l'Antonello da Messina, mentre nel pomeriggio lo attendevano incontri al Mao, quindi con il direttore della Gam Danilo Eccher e del Regio Walter Vergnano, per perfezionare gli accordi futuri. Ma ieri si è parlato soprattutto, alla presenza anche della direttrice di Palazzo Madama Enzioni rica Pagella, della collezione Basilewsky, che arriverà sotto la Mole la prossima primavera. Fu creata da Alexander Basilewsky, definito "le roi des collectionneurs", nato in Ucraina nel 1829 da una nobile famiglia russa di proprietari terrieri e uomini d'arme. In pochi anni, questi raccolse esemplari della prima arte cristiana e preziosi oggetti del Medioevo e del Rinascimento europeo: oreficerie, avori, smalti, vetri, ceramiche, tessuti, arredi lignei, provenienti da altre collezioni o acquistati direttamente da chiese e monasteri in Francia, Austria, Svizzera, Italia. Basilewsky espose le gemme della sua raccolta - che divenne una delle prime al mondo - nelle Esposiuniversali parigine del 1865, del 1867 e del 1878. Un imponente catalogo uscito nel 1874, corredato di tavole a colori, divenne in quel teampo una sorta di vademecum delle arti decorative e fece conoscere al pubblico i suoi capolavori. Per avversi mutamenti di fortuna, Basilewsky fu poi costretto a mettere all'asta i suoi tesori. Lo zar Alessandro III colse allora l'occasione per acquistarli in blocco prima della vendita all'incanto, 762 lotti in tutto, al prezzo esorbitante di sei milioni di franchi. La collezione fu poi trasferita all'Ermitage dove si conserva tuttora, tranne alcuni oggetti venduti in epoca staliniana a musei stranieri, americani e inglesi soprattutto: ad esempio la celebre "Situla Basilewsky" che andò al Victoria and Albert Museum di Londra. «È una raccolta di arti decorative che molto ha che fare con il museo torinese, con cui rivela una contiguità di scelte», ha detto Enrica Pagella: «Vi è stato coinvolto tra l'altro il nostro Emanuele D'Azeglio, rivelando una sorta di rete che si era creata tra i collezionisti dell'800».