TROPPA grazia! Prima non ce n'era neanche uno e adesso sarebbero un centinaio i disegni del Caravaggio. Sono attribuzioni, è chiaro: siamo su un campo minato. Non ci sono prove che quei disegni siano del giovane Michelangelo Merisi quando era a scuola da Simone Peterzano. Ma è plausibile che almeno qualcuno lo sia perché i documenti dicono che il Merisi studiò da Peterzano per quattro anni e qualche cosa l'avrà fatta. Peterzano di suo era disegnatore efficace e maestro eccellente. Non risulta che il Merisi abbia mai avuto espressioni di deferenza per il vecchio maestro, eppure molti pensano, e non da oggi, che gli debba molto. Lo pensiamo anche noi e quindi non meraviglia che nel "fondo Peterzano" ci possano essere disegni del Merisi ragazzo. Identificarli, però, non è facile, perché dobbiamo basarci su paradigmi indiziari. Merisi era un rivoluzionario, quindi come si sarà comportato con il maestro? Seguendolo pedissequamente o facendo tutto il contrario di quello che tentava di insegnargli? Non ci sono documenti o testimonianze coeve per rispondere alla domanda. Bernardelli Curuz e Adriana Conconi Fedrigolli sono egregi studiosi. Bernardelli dirige la rivista Stile arte, bella e importante. Soffre un poco della sindrome del re Mida. Sembra, cioè, convinto del fatto che ciò che tocca diventi oro. Ma va riconosciuto che in molti casi ha dato prova eccellente di sé. La migliore analisi e spiegazione conseguente della mitica Fornarina di Raffaello si deve a lui e potremmo fare anche altri casi esemplari che testimoniano dell'acume dello studioso, talvolta inficiato da una certezza eccessiva di essere sempre e comunque nel giusto. Spesso capita che Bernardelli esamini casi studiati prima da innumerevoli esperti e mai risolti. Volete sapere il significato esatto di certi capolavori del Botticelli o dell'Allegoria di Ercole di Dosso Dossi? Volete sapere quali sono i quadri-talismano che portavano fortuna? Bernardelli può spiegare il perché con analisi sovente appropriate e profonde. Qui però il metodo per riconoscere il Caravaggio va forse discusso con attenzione. Bisognerà leggere l'ebook che ora esce e meditarlo con calma, ma sembra che l'idea sia quella di individuare un canone dentro le forme, inequivocabile marchio del segno caravaggesco perché costante nelle opere certe del Merisi. Sembra un metodo di sicura scientificità sennonché quei pochi disegni che ieri circolavano sulla rete mostravano mani diverse. Affini, certo, ma diverse. E poi dicevano poco. Ben fatti, sì. Ma poco interessanti sul piano storicoartistico. Forse qualcuno lo avrà anche eseguito il Caravaggio, non dico di no, ma cosa ci rivela di lui? Niente che non sapessimo già.
CARAVAGGIO - serve cautela ma il segno del genio c'è
Il testo discute le attribuzioni di disegni del Caravaggio a un giovane Michelangelo Merisi, che studiò da Simone Peterzano. I documenti non confermano le attribuzioni, ma è plausibile che il Merisi abbia imparato da Peterzano. I disegni in questione sono stati identificati come "fondo Peterzano" e sono stati analizzati da studiosi come Bernardelli Curuz e Adriana Conconi Fedrigolli. Questi studiosi hanno proposto un metodo per riconoscere il Caravaggio, basato su un canone delle forme costanti nelle opere certe del Merisi. Tuttavia, alcuni disegni mostrano mani diverse e non offrono informazioni storico-artistiche significative. La questione rimane aperta e richiede ulteriori indagini.
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