Ma l'annuncio di due storici dell'arte divide gli esperti CENTO disegni inediti Michelangelo Merisi da Caravaggio, il pittore che non disegnava mai. Scoperta del valore di 700milioni di euro, se bastano. Avvenuta non in una vecchia cassa in soffitta. Ma andando a setacciare un fondo d'archivio che avevano tutti sotto il naso e che in molti hanno dragato: le 1378, sudate, carte attribuite a Simone Peterzano, l'affermato manierista lombardo a cui nel 1584 la madre del Caravaggio, Lucia Aratori, affidò per quattro anni l'irrequieto figliolo, allora 13enne, perché imparasse il mestiere. Cento di quei 1378 fogli sarebbero del giovane genio lombardo. Il ritrovamento è stato annunciato ieri da due storici dell'arte sconosciuti agli studi caravaggeschi, Maurizio Bernardelli Curuz e Andriana Conconi Fedrigolli. Indagando il Fondo Peterzano al Castello Sforzesco di Milano, hanno espunto dal catalogo del maestro del Caravaggio, tra l'altro, la testa del vecchio barbuto, lo schizzo di un adolescente male in carne, il volto di un giovane i cui capelli incorniciano l'ovale paffuto. Hanno sovrapposto i tre disegni ad altrettanti dipinti del periodo romano iniziato nel 1592: la faccia di armigero nella prima versione della Conversione di Saulo; il corpo del Davide della Borghese; il viso del Redentore nella Cena in Emmaus a Londra. I lineamenti sembrano combaciare. E tanto basta a Bernardelli Curuz e Conconi Fedrigolli per gridare al miracolo: «Abbiamo individuato il "canone geometrico" ideato dal pittore quando era allievo del Peterzano e che non abbandonò mai». Basta per un'attribuzione così sconvolgente? L'annuncio della scoperta non è avvenuto nel corso di una giornata di studi. Ma, lanciata dall'agenzia Ansa sul suo sito, l'ipotesi è approfondita nell'ebook "Giovane Caravaggio. Le cento opere ritrovate" da oggi in rete. Alle Civiche raccolte ieri non ne sapevano nulla. Eppure, se fosse vero, è Milano la proprietaria di questo tesoro. L'assessore comunale alla Cultura, Stefano Boeri, ha lasciato una porta semi aperta: «Saremmo davvero felici se l'annuncio risultasse fondato, comunque invitiamo tutti a grande cautela ...». Ci ha pensato l'ex direttrice delle Civiche raccolte, Maria Teresa Fiorio, a spegnere gli entusiasmi. «Come si fa a dire che cento disegni di mano di Peterzano sono del suo allievo adolescente? E con quale iattanza si afferma che tutti gli studi precedenti sono carta straccia. Quel fondo è stato studiato, prima e meglio di me, da Costantino Baroni e da Maurizio Calvesi, tra gli altri. E nessuno aveva mai pensato alla mano del Merisi, ci sarà un motivo». Eppure la Fiorio è convinta che un disegno di Peterzano con la Sibilla sia alla base del Bacchino malato dipinto a Roma. «Certo, l'allievo ha portato con e dentro di sé qualcosa del maestro precisa la studiosa ma non mi sono sognata mai di dire che quel disegno è suo». La corsa alla scoperta del Caravaggio inedito è uno sport molto praticato. Per attribuire un disegno bisognerebbe però fare un confronto stilistico con altri schizzi o studi grafici dello stesso autore. Ma del "pittore maledetto" non se ne conosce nemmeno uno. «A me continuano a sembrare disegni tipici di Peterzano dice Francesca Cappelletti che, con Sergio Benedetti, dimostrò la paternità caravaggesca della Cattura di Cristo di Dublino . Certo è che Caravaggio tenne a mente ciò che aveva appreso a bottega quando, diventato autonomo, e grandissimo, prese a "dipingere al naturale"».