CON Andrea Buzzoni, giunto alla guida dei musei civici dopo l'esperienza di Ferrara Arte suscitando non piccole attese, lasciano anche due consiglieri d'amministrazione: lo storico dell'arte Massimo Ferretti e il giurista Federico Carpi. Nomi eccellenti, chiamati a gestire un lascito non facile: nell'arco del 2011 ha perso visitatori (e personale) la maggior parte dei musei Mambo, Archeologico e Morandi compresi. Si è decisa la reintroduzione del biglietto d'ingresso, si è contratta come mai prima l'attività espositiva. Ora restano nel cda l'etruscologo Giuseppe Sassatelli e Chiara Galloni, organizzatrice e fondatrice di Articulture. La difficoltà dei tempi è sotto gli occhi di tutti, ma qui è un'intera Istituzione a esser mutilata. Sono ancora vivi i musei civici? L'assessore Ronchi non si nasconde: «Stiamo ragionando dice sulla creazione di un'unica istituzione, con un unico presidente, unico direttore e unico cda (cinque componenti fra cui il presidente). L'Istituzione Musei Città di Bologna». Ora i musei comunali sono raccolti in due istituzioni: Archeologico, Medievale, Collezioni d'Arte, Davia-Bargellini, Patrimonio Industriale, Risorgimento e Musica in una, e Mambo, Morandi, Casa Morandi, Museo per Ustica, Villa delle Rose nella storica Galleria d'arte moderna; la svolta spiega Ronchi persegue la semplificazione del «sistema». La veste giuridica resta quella dell'istituzione, «non pensiamo a una fondazione», precisa l'assessore. E dunque, una volta raggiunta la decisione della giunta, «tra settembre e ottobre il progetto potrebbe essere sottoposto al consiglio comunale», chiamato a approvare anche un nuovo statuto.