Legambiente: colpa delle fortificazioni in cemento RIDOTTA a una striscia di dieci metri di sabbia la spiaggia di Cala delle Alghe a Cavo, nel territorio del comune di Rio Marina, la punta dell'isola d'Elba che guarda verso Piombino. Lo denuncia Legambiente Arcipelago che mette sotto accusa «l'erosione innescata da interventi sbagliati che vengono riproposti a distanza di tempo». Gli interventi consistono in una serie di rimessaggi per barche esistenti dalla fine degli anni Cinquanta che recentemente sono stati potenziati e rafforzati. «Si tratta di opere costruite a cinque metri dal mare dai proprietari di due ville sulla collina che da sempre considerano quella spiaggia una sorta di approdo "privato", pur essendo sempre rimasta pubblica e anche molto frequentata», raccontano gli ambientalisti elbani. I lavori di ripristino di questa specie di minifortificazione a due passi dalla riva avrebbe, secondo l'associazione, bloccato progressivamente l'apporto di detriti e rivoli d'acqua piovana che dal monte scendono verso il mare e "nutrono" la spiaggia mantenendola costante. «Questa barriera impedisce il naturale ripascimento e riduce le dimensioni della spiaggetta, che era un vero incanto e adesso quasi non si vede più», spiega Legambiente. «Oltretutto lungo la strada anche un residence vicino ha realizzato opere in muratura e questo ha aggiunto danno a danno. Dagli originari ottanta metri la striscia di sabbia sarà ormai non più di dieci. Ormai la gente piazza sdraio e ombrelloni sul cemento e usa le scalette laterali delle piattaforme per scendere in mare. Come se la caletta sabbiosa non esistesse neanche più. Dopo la mareggiata che tre anni fa danneggiò pesantemente le vecchie costruzioni, si sperava che il Comune di Rio Marina rivedesse le precedenti concessioni ed avviasse un'opera di recupero e valorizzazione tornando indietro rispetto a scelte che avevano turbato il delicato equilibrio dell'arenile, operazioni urbanistiche forse giustificabili 60 anni fa ma non più concepibili nel 2012. Invece è accaduto l'esatto contrario». Un altro caso sta attirando l'attenzione di Legambiente riguarda la spiaggetta del Bagno a Marciana Marina, dove è apparso un recinto di pali di legno e corde privo di cartelli che ne indicassero l'autorizzazione. Dopo le proteste di un gruppo di cittadini i vigili urbani hanno fatto arretrare il fronte della recinzione. «Un primo successo contro questo atto di inaudita prepotenza su un bene pubblico», commenta Umberto Mazzantini, responsabile nazionale isole minori di Legambiente. «Adesso però dobbiamo accertare cosa nasconda il recinto. E non sarà facile».