L'apparente divergenza tra il presidente Enrico Rossi e l'assessore Anna Marson riguarda qualcosa di ancor più importante del pur importantissimo destino della pista dell'aeroporto di Firenze: essa riguarda i modi dell'assunzione di decisioni strategiche per il futuro della comunità toscana. Anche Carlo Fusaro ne ha fatta una questione di metodo istituzionale, ma per concludere che «un assessore non può procedere per proprio conto»: il suo compito «sarebbe quello di attuare lealmente» la «direzione politica della giunta». Sono d'accordo: ma il punto è dove e come si costituisce quella direzione politica? Anna Marson ha chiesto che ad essa si arrivi attraverso un «percorso istituzionale chiaro e aperto» fondato sulla trasparenza, la legalità e la partecipazione. Vista l'importanza degli interessi (pubblici e privati) in gioco, la richiesta mi pare straordinariamente importante. Anche perché alcuni passaggi della vicenda lasciano decisamente perplessi: una delle riunioni decisive (l'unica che ha visto un confronto con i sindaci della Piana) è, per esempio, avvenuta non presso la Regione, ma nella sede del Partito Democratico in Via Forlanini (il 1 marzo 2011). E, per venire ad una fase del percorso decisionale più prossima all'oggi, cosa si deve pensare quando (il 27 giugno) il presidente Rossi presenta prima alla stampa (ore 17) che alla giunta (18.30) il cruciale rapporto Enac? Il sospetto che la Giunta ratifichi decisioni prese altrove è, dunque, legittimo e fondato. E le scomposte (e a tratti volgari) aggressioni bipartisan ad Anna Marson che si registrano nelle ultime ore non fanno che alimentare quei sospetti. Questa coazione della classe politica ad attaccare l''intrusa', l''aliena' fuori dai giochi chiusi e dalla logica autoreferenziale di un sistema che mostra vistosamente la corda fa capire che a Firenze quasi nessuno è disposto ad ascoltare il vento che soffia, sempre più forte, in tutto il Paese. Da cittadino, vorrei invece che i politici toscani ricordassero che, all'altissimo profilo tecnico, Anna Marson unisce una totale libertà da interessi specifici e una inesausta tensione al coinvolgimento della cittadinanza: e per capire che nella pancia della cittadinanza qualcosa non va, basterebbe ascoltare ciò che, proprio sulla pista di Peretola, va dicendo il presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci. Credo che non solo la Toscana, ma anche la giunta di Enrico Rossi, avrebbero tutto l'interesse a seguire il percorso indicato dall'assessore Marson: un percorso di coinvolgimento, e non di esclusione, dei cittadini nel governo e nelle trasformazioni irreversibili del loro territorio e della qualità della loro vita quotidiana. A meno che la classe politica toscana non stia segretamente lavorando per affidare il governo regionale al Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo. Se quella è l'intenzione, mi rimangio tutto: continuate così. Tomaso Montanari