Da anni sono ammassati, a partire dal pavimento fino al soffitto, in diversi appartamenti nella zona di Monte di Dio. Sono oltre 300mila libri. Un patrimonio inestimabile che se non trova in breve tempo una giusta collocazione, dopo anni di promesse, rischia di dire addio alla città di Napoli di finire altrove. Perché l'Istituto pergli Studi Filosofici, cheti ha raccolti, non èpiù in grado di sostenere la spesa di alcune centinaia di migliaia di euro all'anno per gli affitti. E ancora una volta Gerardo Marotta, presidente della Fondazione dell'Istituto - in attesa di incontrare domani rappresentanti istituzionali a cominciare dal sindaco De Magistris, ed esponenti della cultura e della società civile - lancia il suo accorato appello perché non vada dispersa una raccolta bibliografica costata annidi impegi io e che ha il suo nucleo centrale in collezioni di grandi opere di carattere filosofico del XVIII e XIX secolo, ma anche edizioni cinquecentesche, seicentesche e settecentesche di opere di Aristotele, Platone, Cicerone, Tommaso D'Aquino, Bodin, Bacon, Newton, Boyle. Per avere un'idea: di Aristotele, maestro dei sapienti, viene custodita, tra le altre cose, l'edizione cinquecentesca Aristotelis Stagyrytae Organum (Venetiis-Officina Erasmiana, 1554); mentre di Platone, colui che conAristotele e Socrate ha gettato le basi del pensiero occidentale, si conserva Omnia divini Platonis Opera translatione(Mar-silii Ficini, 1539 - Basileae, Officina Frobeniana). E del giurista e filosofo empirico inglese Bacon, che ha consacrato il metodo induttivo fondato sull'esperienza, c'è il De digitate est augmentis scientiarum (Lugani 1763). E se molti ricordano la famosa mela caduta dall'albero di Isaac Newton, occorre puntualizzare che del matematico, fisico, astronomo, teologo e filosofo, si conserva l'opera nella quale descrisse la legge di gravitazione universale Philosophiae naturalis principia mathematica (tondini, typis Josephi Streater, 1687). Ma negli appartamenti di Monte di Dio ci sono anche rare edizioni del Settecento di Wolf, Montesquieu, Voltaire, Rousseau, Beccaria, Muratori, Galiani, Diderot, l'edizione di Livorno (1770-1778) dell'Enciclopédie. Senza contare la scuola filosofica tedesca tra Settecento e Ottocento con figure come Schelling e Kant. Con la consapevolezza, ricorda il bibliotecario della Fondazione, Valerio Cacace, che una biblioteca non si misura tanto su alcune rarità bibliografiche ma sulla coerenza dell'insieme, «guidata dalla ricerca degli aggiornamenti necessari per offrire un quadro completo dei testi fondamentali, in particolare delle scienze umane sui quali la biblioteca fornisce un apporto prezioso e insostituibile». E la domanda: che fine farà tutto questo? Andrà ad arricchire il patrimonio culturale di qualche altra città italiana o straniera dal momento che non mancano delle richieste? Domani, alle 16,30, grande mobilitazione a Palazzo SerradiCassano: «Perla salvezza del patrimonio librario dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici» sono attese molte persone, tra cui Francesco Paolo Casavola, Biagio De Giovanni, Mauro Giancaspro, Annamaria Carloni, Luisa Bossa, Rosanna Purchia, Maria Rosaria De Divitiis, Esther Basile. Si parte da una ricca documentazione, delibere e decreti dirigenziali della Regione Campania, che ha già acquistato alcuni anni fa un edificio in piazza Santa Maria degli Angeli a Napoli per la costituzione della biblioteca, ma a cui finora non si è dato seguito nonostante sia stata evidenziata, nel 2008, «l'urgenza di interventi idonei ad assicurare la corretta conservazione, l'integrità e la unitarietà» del patrimonio librario. Dalla Regione fanno sapere che nei ritardi per l'allestimento della biblioteca c'entra anche il blocco dovuto al patto di stabilità, ma che si sta lavorando per le risorse. Resta da vedere però, sottolineano all'Istituto, quanto tempo si può ancora resistere.
NAPOLI - Grido d'allarme: salvate la biblioteca
In diversi appartamenti di Monte di Dio a Napoli sono ammassati oltre 300mila libri, un patrimonio inestimabile. L'Istituto per gli Studi Filosofici, che li ha raccolti, non è più in grado di sostenere la spesa per gli affitti. Il presidente della Fondazione, Gerardo Marotta, lancia un appello per evitare che la raccolta bibliografica vada dispersa. La raccolta comprende opere di grandi filosofi come Aristotele, Platone, Cicerone e Tommaso D'Aquino, nonché edizioni rari di opere di Bacon, Newton e Voltaire. La biblioteca è stata promessa per anni, ma non è stata ancora realizzata.
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