Ci sono anche gli archivi tra i beni "culturali" da salvare dopo il terremoto. Si va dagli archivi parrocchiali a quelli dei Comuni, delle associazioni, un patrimonio che assolutamente non deve andare rovinato o disperso in questi frangenti di emergenza. Ha posto il problema all'attenzione del prefetto Carapezza Guttuso e del direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici Caterina Bon Valsassina, il sovrintendente archivistico per la Lombardia Maurizio Savoja, che ieri ha partecipato all'incontro tecnico a Palazzo Ducale insieme a Daniela Ferrari, direttrice dell'Archivio di Stato di Mantova, che era presente anche come responsabile di uno dei beni culturali demaniali feriti dal terremoto, che ha provocato neklal sede di via Ardigò vistose crepe e distacchi di intonaco in un ufficio, in un deposito e nella sala delle fotocopie, molto frequentata dal pubblico, senza fortunatamente danneggiare i preziosi documenti storici, come gli epistolari dei Gonzaga. Il dottor Savoja ha ricordato che negli archivi si racchiude la storia locale; quelli parrocchiali - che naturalmente dipendono dalla diocesi - conservano registri dei battesimi e dei matrimoni antichissimi, che sono fonti insostituibili per la microstoria. Davoka, come sovrintendente archivistico per la Lombardia ha diretta competenza su tutti gli archivi non religiosi e non demaniali: ovvero quelli dei Comuni, delle famiglie, delle associazioni, fondazioni. «E' evidente il loro interesse culturale, ma nel caso dei comunali c'è anche una funzione pratica e attualissima. Ci sono i calcoli del cemento arenato, documentazione sulle costruzioni». Man mano che si passa dall'emergenza alla fase del ritorno alla vita, bisogna pensare anche agli archivi. A Gonzaga, ad esempio, non ci sono stati danni strutturali, ma sono crollate le scaffalature che non erano ancorate ai muri. Un po' come è successo alle scalère del parmigiano reggiano. Il sovrintendente Savoja oggi sarà appunto al Comune di Gonzaga per valutare cosa cosa serva per salvare l'archivio e rimetterlo in funzione. Savoja ha poi iniziato a contattare tutti i Comuni terremotati per verificare le singole situazioni.