"Incredibile che l'assessore regionale ora chieda altri studi" NON c'è pace a Peretola. Sembrava che la pista parallela convergente fosse in dirittura d'arrivo e invece riscoppia la guerra. Ognuno dice la sua e ciascuno diversa dall'altro. Ma il colmo è che perfino l'assessore regionale all'urbanistica va in senso opposto al suo presidente. Il presidente della Toscana Enrico Rossi ha appena finito di rendere pubblico il giudizio di Enac (l'ente nazionale per l'aviazione civile) che considera la pista parallela convergente, l'ormai famosa 1230, come l'unica soluzione possibile per Peretola. I tecnici di Enac hanno appena illustrato perché e Rossi dichiarato che l'indagine è equa e convincente e rimandato la decisione alla giunta e al consiglio regionali. Ma ecco che l'assessore all'urbanistica Anna Marson scatena, tramite un intervento di ieri sul Corriere fiorentino, la polemica. Dice che le scelte si condividono in giunta e in consiglio e non le si anticipano, che ci vogliono maggiori approfondimenti e partecipazione di Comuni e cittadini. Viaggia in senso contrario al suo presidente. Il quale non vuole entrare in discussione ma sembra non turbarsi. «Sono sereno, sto lavorando », è tutto quello che dice. Parla invece il sindaco Renzi: «Il presidente Enrico Rossi mi è sembrato molto serio quando ha detto 'si fa cosi', ci ho messo la faccia e non si torna indietro. Trovo incredibile che l'assessore regionale proponga di approfondire, è 30 anni che si approfondisce. Se il presidente della Regione decide di mettere la parola fine avrà il nostro appoggio ». Secondo Renzi «i cittadini di Quaracchi, Brozzi e Peretola hanno diritto a una risposta. La pista parallela convergente li libererebbe dal rumore». E farebbe guadagnare duemila posti di lavoro che in tempi di crisi non sono pochi. Altrimenti «inutile lamentarsi». Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente del consiglio comunale Eugenio Giani che dichiara le posizioni di Marson «inaccettabili». Oltretutto «è una collaboratrice del presidente, da lui scelta, e non si capisce a che titolo ne contesti l'indirizzo». Pochi discorsi e poche discussioni: «La priorità per Firenze è diventato l'aeroporto». Non c'è pace. Su posizioni opposte il presidente della Provincia Andrea Barducci che dipinge un quadro fosco per Firenze con «gli aerei a bassa quota sul Cupolone » e il fracasso dappertutto. Lui lo ha letto bene, dichiara, lo studio Enac e, a pagina 23, ha capito che la pista sarebbe tutt'altro che monodirezionale, sia per scelta dei piloti che per l'interesse a mettere insieme più voli della società dell'aeroporto. La confusione sotto i cieli, e qui è proprio il caso di dirlo, è molta. Se Barducci cita lo studio Enac, il Pd di Prato ribadisce il suo no a qualsiasi pista parallela rivendicando il diritto a che «lo studio Enac sia reso pubblico e venga dato a Comuni e Province». E torna a chiedere la vis (la valutazione di impatto sanitario). Ma i giudizi si ribaltano ancora. Il presidente di Unioncamere, Francesco Pacini, giudica che la pista parallela convergente sia così convincente da avventurarsi addirittura a dichiarare: «Adesso è possibile la fusione tra le due società degli scali di Firenze e Pisa». Un'integrazione che porterebbe i due scali «a 10 milioni di passeggeri all'anno e a diventare il terzo polo aeroportuale italiano: una conquista per tutta l'economia toscana». Quanto all'opposizione, l'Udc dichiara, per bocca dei parlamentari Bosi e Bonciani, del consigliere regionale Carraresi e del capogruppo in Palazzo Vecchio Pieri, che «dopo le ultime esternazioni dell'assessore Marson si impongono alcune serie considerazioni sulla stessa credibilità della Giunta toscana e del presidente Rossi. Mentre il Pdl si dichiara «sbigottito» e il capogruppo in Comune, Marco Stella, consiglia a Marson di andare cinque minuti a Quaracchi se vuole approfondire la questione».