La protesta La Provincia di Siena ne ha previsti 4 in una delle zone più belle della regione MOLTI anni fa la collina si rivoltò contro la discarica prevista ai piedi dei vigneti del Brunello, a Monte Landi. Adesso è la valle sottostante, la val d'Arbia, che si mobilita contro quattro impianti a biogas, quelli che ricavano energia dagli scarti di agricoltura, foreste e urbani. La partita è aperta: il 6 luglio in Provincia, a Siena, si apre la conferenza dei servizi che dovrebbe dare disco verde all'iniziativa. Ma a Buonconvento alzano le barricate: contrario il Comune, contrario un comitato guidato da un ex sindaco. Domenica più di cento persone, a piedi, in bici, a cavallo, in calesse, accompagnati da bambini e cani, guidati dal sindaco Marco Mariotti, hanno marciato sulla Francigena nella canicola per oltre tre chilometri e mezzo, tra la piazza centrale di Buonconvento e la Pieve di Santa Innocenza a La Piana. Vestivano di arancione, colore scelto per la protesta contro l'ipotesi di costruzione di impianti a biogas da 999kw. «Vogliono compiere uno scempio in un paradiso incontaminato come la Val d'Arbia, poco conosciuta come tale, ma ai piedi di Montalcino e che racchiude uno dei borghi più belli d'Italia che è Buonconvento» sostiene il comitato di cittadini che si oppone agli impianti, ha raccolto 1.200 firme su una popolazione di 3.000 persone e ha convinto l'amministrazione comunale, maggioranza e opposizione, a schierarsi al proprio fianco. In marcia, domenica, c'erano anche diversi consiglieri comunali. «Proprio sotto alla Pieve di Piana spiega il comitato vogliono realizzare tre impianti con cupole di 10 metri di altezza. Oltre a modificare strutturalmente tutta l'area, la zona sarà inquinata dal passaggio di 4.000 autoarticolati, per l'85 concentrati nel mese di settembre, perché il paradosso è che negli impianti non intendono utilizzare materiale proveniente dalla zona, come è nella logica del biogas, ma da terreni della Maremma e a nord di Siena». Il comitato, composto da 200 persone e guidato dall'ex sindaco Massimo Sbardellati, punta a sensibilizzare la conferenza di servizi provinciali delle istituzioni e la Regione Toscana. «Non siamo pregiudizialmente contro questi impianti sostiene un membro del comitato ma occorre che siano ubicati in luoghi dove non deturpino il paesaggio. In questo caso, invece, lo massacrerebbero. Energie alternative ed ecologia sì, se sostenibili ed impiegate con criterio scrive il comitato mentre si contesta il fatto che l'intera economia ed una parte sostanziale del territorio, per vocazione legato a pratiche agricole con colture a rotazione fin dai tempi della mezzadria, venga trasformato in un'industria per la produzione di bioenergia. Infatti, al fine di produrre le energie cosiddette rinnovabili, si dovrebbe riconvertire completamente la produzione agricola del territorio alla coltivazione monoculturale del mais, per la produzione di energia piuttosto per finalità alimentari».