Tutti al Mare? Puntata numero 37 all'interno della puntata: - intervista in studio con Isaia Sales scrittore e saggista e docente di "Storia della criminalità organizzata nel Mezzogiorno d'Italia" all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, presenta e approfondisce con noi i temi del suo ultimo libro Napoli non e' Berlino, racconto dell'ascesa e declino di Bassolino e del sogno di riscatto del Sud - intervista telefonica con Nello Correale, regista e documentarista, ideatore e direttore artistico del festival del "Cinema di Frontiera" di Marzamemi (piccolo paese di pescatori, in provincia di Siracusa tra Pachino e la riserva di Vendicari), giunto alla sua XII edizione(http:www.cinemadifrontiera.it). Correale anticiperà il programma e gli ospiti del festival e il suo particolarissimo concetto di "frontiera", inteso "nel suo valore simbolico, oltre che geografico... Cinema di Frontiera non cinema di periferia, bensì cinema che si interroga, che guarda all'altro da sé... Cinema interculturale che cerca i caratteri che uniscono i popoli più che quelli che li dividono..." - collegamento da Matera con la voce di Tutta la città ne parla, Giorgio Zanchini che approfondisce i temi e i work-shop del convegno "Polo Sud - Idee per il Futuro" (29 giugno 1 luglio: http:www.laterza.itindex.php?optioncomcontentviewarticleid816:polo-sud-idee-per-il-futuro-prima-edizione-culturacatid108:news-eventiItemid151), promosso dalla regione Basilicata con ospiti come Salvatore Settis, il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi, l'editore Giuseppe Laterza (organizzatore di Polo Sud) e giornalisti come Paolo Conti, Francesco Erbani, Osar Iarussi e ancora Pino Donghi, Sergio Escobar, Alessandro Bergonzoni e Eva Cantarella - intervista telefonica con Tomaso Montanari - professore associato di 'Storia dell'arte moderna' presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli studi di Napoli 'Federico II', che ritorna sui temi caldi e critici dei Beni Artistici e culturali a partire dal sito di Pompei dove "lo Stato non vuole più investire sul «patrimonio artistico», ma vuole invece metterlo a reddito - scrive Montanari in un suo recente articolo - Come? Per esempio sostituendo i soprintendenti archeologi o storici dell'arte con commissari che provengono dalla Protezione Civile, e che sono abituati a gestire i grandi eventi con il disinvolto efficientismo ormai noto alle cronache"