Una "Camarina meravigliosa" quella che è in mostra al museo di Camarina ormai da qualche settimana con reperti inediti e che sono frutto di alcune campagne di scavi. La mostra ha preso il via lo scorso mese di giugno in occasione di "Sognando Camarina" e ha già trovato l'interesse di molti visitatori. Tra i reperti in mostra c'è il "Gorgoneion", un frammento di chioma formato da tre trecce a globetti, dipinti di nero, della parte inferiore laterale sinistra, appartenenti ad una gorgone di un'alastra a figura intera. Nel 1987 durante gli scavi nell'area sacra nei pressi della fronte orientale del tempio monumentale (del V-IV sec. a. C.) fu rinvenuto questo frammento della chioma di una gorgone. Il frammento appartiene alla decorazione di un edificio esistente all'interno del recinto dell'area sacra. Per le dimensioni il frammento può appartenere ad un gorgoneion che decorava una lastra del triangolo frontonale. Il gorgoneion camarinese doveva essere simile a quelli dell'Atharaion di Siracusa e a quello del tempio "C" di Selinunte. L'ascendenza corinzia, peloponnessiaca, con i tratti apotropaici presunti, bestiali e terrificanti, e una certa morbidezza e originale vivacità espressiva, dovuta ad artigianali elaborazioni locali, fanno di questo frammento un documento eccezionale per Camarina. "La figura della Gorgone per eccellenza (Medusa) - spiega l'archeologo Giovanni Distefano, direttore del parco di Camarina - era ritenuta mortale e punita da Atene perché aveva osato proclamarsi più bella della dea. A Medusa prima di essere sgozzata da Perseo si erano trasformati i capelli in serpenti, gli occhi diventati vitrei e avevano il potere di pietrificare chi la fissava, i denti si erano mutati in zanne di cinghiale. La Gorgone tra la fine del VII e il VI sec. a. C. costituisce uno dei motivi decorativi più ricorrenti dei frontoni degli edifici religiosi siciliani". In mostra anche un'antefissa, frammento della parte inferiore di un sileno comprendente i baffi, parte della bocca semiaperta, il labbro inferiore, un dente, la barba, a lunghe ciocche sul collo, molto spesse con collarino sotto il labbro, composto da una fitta serie di elementi filiformi. "E' un frammento della parte superiore di un sileno comprendente un piccolo gruppo di ciocche dei capelli filiformi, allungati, che coprono il collo e la nuca - spiega Distefano - Due tagli obliqui a destra e a sinistra del corpo dell'antefissa corrispondono agli innesti semicircolari retrostanti l'antefissa. E' stata ritrovata nell'area del Tempio di Atena, lato est, durante gli scavi del 1982". In verità durante questi scavi furono rinvenuti due frammenti di sileni risalenti alla metà del V sec. avanti Cristo. 03072012