Colosseo I finti antichi romani non avevano rispettato il divieto di stare lontani dall'area archeologica Battaglia tra centurioni e pizzardoni E lo sapevano. Ma, quando i vigili si sono avvicinati per identificarli, hanno reagito impugnando le loro daghe di legno e aggredendo gli agenti. La battaglia tra falsi centurioni e veri «pizzardoni» si è conclusa con due arresti e due feriti. Teatro della «pugna», naturalmente, il Colosseo, da anni «assediato» dai figuranti. Tre mesi fa l'Anfiteatro Flavio è stato interdetto ai gladiatori su richiesta della Sovrintendenza nazionale. E finora il divieto imposto dal Campidoglio era stato rispettato. Ieri, però, la prima violazione è finita a pugni e colpi di spada, che sarà pure finta ma è di legno massello e fa male. Sono le 9,45 quando i due vigili in servizio presso il monumento più visitato della Capitale «pizzicano» due fratelli di 22 e 25 anni, appartenenti a una «nota famiglia di centurioni», mentre si stanno facendo fotografare accanto a un gruppo di stranieri accanto all'Arco di Costantino. I vigili si avvicinano per chiedere loro i documenti e invitarli ad abbandonare l'area. Ad aprile, infatti, il Ministero dei Beni Culturali ha chiesto al Comune di garantire nell'area archeologica il rispetto delle regole sul decoro. Tra queste, l'allontanamento di artisti di strada, gladiatori e rivenditori non autorizzati. In attesa che la materia venga disciplinata con precisione, l'unico deterrente è una multa di 50 euro. Gli agenti del Primo Gruppo diretti da Stefano Napoli e coordinati da David Bonuglia vengono prima minacciati verbalmente («Nun v'avvicinate, che v'ammazzamo!») e poi aggrediti. Uno dei vigili viene colpito con la daga. Quindi la coppia di antichi romani posticci si allontana, inseguita dai «pizzardoni». Intanto sul posto arrivano anche due agenti in motocicletta. Si uniscono ai colleghi e i fratelli maneschi vengono raggiunti nella vicina via Celio Vibenna (i centurioni probabilmente lo ignorano, ma si tratta di un condottiero etrusco che durante il VI secolo avanti Cristo conquistò Roma). Niente da fare: nella migliore tradizione dei soldati imperiali, i due non si arrendono. I loro «gladio» roteano ancora nell'aria, spintoni e pugni non vengono lesinati e a farne le spese, questa volta, è uno dei due vigili motocliclisti, che si busca un diretto sul naso. La breve ma violenta colluttazione finisce con lo scatto secco delle manette ai polsi di M.S e di E.S., che vengono arrestati e accompagnati in ufficio per l'identificazione. I reati che gli vengono contestati sono resistenza, violenza e lesioni. E questa mattina i fratelli dalla dagata facile saranno giudicati con il rito direttissimo a piazzale Clodio. I due vigili feriti sono satti accompagnati in ospedale. Uno è stato medicato al Fatebenefratelli dell'Isola Tiberina e guarirà in due giorni. L'altro, invece, ha rischiato la frattura della clavicola. Però, dopo una lastra le sue condizioni sono risultate meno gravi di quanto apparivano e i medici del Santo Spirito hanno emesso una prognosi di soli quattro giorni. «Abbiamo aderito all'appello del Ministero dei Beni Culturali subito dopo Pasqua e abbiamo garantito il rispetto del decoro nell'area archeologica intorno al Colosseo e all'interno dell'Anfiteatro, anche se è di competenza della Sovrintendeza di Stato e non di quella comunale - sottolinea il delegato alla sicurezza di Roma Capitale Giorgio Ciardi - Il nostro impegno è stato puntuale e costante e la reazione immediata dei due vigili ne è la dimostrazione. Continueremo su questa linea».
ROMA - Due gladiatori fermati reagiscono aggredendo i vigili urbani
Ieri sera, due fratelli di 22 e 25 anni, appartenenti a una nota famiglia di centurioni, sono stati arrestati per aver aggredito due vigili del Colosseo. I due agenti erano stati minacciati verbalmente e poi aggrediti con le loro daghe di legno. Uno dei vigili è stato colpito con la daga e gli altri due sono stati arrestati e condannati con rito direttissimo. I due vigili feriti sono stati sottoposti a cure mediche e si aspettano di guarire entro pochi giorni. L'episodio è avvenuto dopo che i due fratelli si sono avvicinati al Colosseo per fare una foto e sono stati richiamati dai vigili per identificarsi.
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