La storia Una cinquantina di tele sono state rimosse da Cento e sistemate per ora in un caveau privato a Bologna CENTO Il Guercino globetrotter. Cinquanta tele di Giovan Francesco Barbieri e dei suoi allievi hanno già lasciato ieri la Pinacoteca civica di Cento e sono state ricoverate nel caveau privato di Art Defender a Bologna, a cura dei Lloyd. Una misura di sicurezza per tele di ineguagliabile valore: è già il secondo trasloco a causa del terremoto che ha lesionato le sale espositive. Settimane fa i quadri della Pinacoteca di Cento (270 opere, di cui 140 attribuite al Guercino e alla sua scuola) erano stati spostati dai vigili del fuoco, staccati dalle pareti e conservati provvisoriamente in alcune sale della stessa Pinacoteca, a prova di scosse. Ma per il poco spazio erano state stipate in maniera da non poterle muovere. Nel caveau di Bologna saranno invece sistemate in modo più razionale e agevole, così da poterle scegliere per le mostre itineranti che il Comune organizzerà in tutto il mondo (sono già arrivate moltissime richieste). Le spese sono a carico dei Lloyd: di questi tempi solo l'aiuto dei privati può consentire interventi del genere. Anche lo svuotamento forzato della Pinacoteca, dove avevano trovato provvisoria sistemazione anche una decina di tele provenienti da chiese lesionate, avrà un ritorno economico. Di necessità si farà virtù, stante la necessità di ristrutturare il complesso architettonico con lavori che, si prevede, non dureranno meno di due anni. «Abbiamo avuto richieste per esporre i nostri Guercino da tutte le parti d'Italia, ma anche dall'Europa e dagli Stati Uniti - dice il sindaco Piero Lodi . Presto una parte dei quadri andrà a Milano, poi saranno esposti a Varsavia. Ma ci hanno chiesto di fare una mostra anche a Chicago. Spero che questa gita fuori porta delle nostre opere finisca entro due anni, tutto dipende dalle risorse che ci verranno messe a disposizione». Per Cento e i suoi 36mila abitanti la cultura è importante, una fetta delle entrate dipende proprio dal Guercino: «Io credo che di cultura si viva e per noi, oltre alle case, agli edifici storici, alle fabbriche, la risistemazione della Pinacoteca è fondamentale. Diciamo che il terremoto ci ha dato l'occasione di fare il restyling di cui c'era bisogno. E nostra intenzione è ora far risorgere qui un grande centro di studi guerciniani », promette il sindaco. Come la settimana scorsa a Pieve di Cento per le grandi pale della Collegiata, le opere del grande artista del Seicento italiano e della sua scuola sono state portate fuori a mano dai vigili del fuoco e poi fasciate accuratamente in una speciale pellicola protettiva, sotto l'occhio degli storici dell'arte della Sovrintendenza di Bologna. Anche a Cento ieri c'era Elena Rossoni, che aveva controllato lo svuotamento della Collegiata di Pieve. Sono state salvate anche tutte le statue in esposizione. Il trasloco dovrebbe essere ultimato domani e poi la prima tappa delle opere sarà Milano, dopo il viaggio che hanno già fatto a Palazzo Barberini poco prima del sisma, per la rassegna "Guercino 1591-1666. Capolavori da Cento a Roma". «Alcune tele saranno visibili alla mostra su sir Denis Mahon, il collezionista e studioso recentemente scomparso, che di Cento è cittadino onorario - spiega il sindaco -, ma penso che alcune opere possano rimanere anche dopo il termine dell'esposizione a Palazzo Reale. Noi cercheremo di valorizzare al massimo il nostro patrimonio culturale, in questo momento difficile per la nostra città».