ED ECCOLO il nuovo mercato progettato dall'architetto Marco Rietti: 5 mila metri, 103 operatori per una struttura aperta su tutti e quattro i lati e che si affaccia su via Galvani, protetta da pannelli in mattoncini traforati per far filtrare aria e luce. Un mercato che è anche un "archeomercato" perché sotto la superficie c'è un tesoro: centinaia e centinaia di anfore romane di più di 2000 anni fa e il tracciato di una strada di età repubblicana. «Abbiamo trovato quello che a tutti gli effetti può essere definitivo uno smorzo dell'antica Roma spiega Renato Sebastiani, l'archeologo della sovrintendenza ai Beni archeologici. Questa era una zona logistica vicina all'antico porto di Testaccio, una sorta di magazzino discarica dove si potevano riutilizzare le anfore che venivano portate qui dalle navi cariche di vino e salsa di pesce». E presto l'area diventerà un museo. «Sarà visitabile da tutti entro un paio di anni», assicurano dal Comune. Nell'attesa, intanto, si fa festa nel quartiere per la nuova sistemazione degli operatori commerciali che per decenni hanno esposto la loro merce, frutta verdura pesce, carni, scarpe e abiti sulla piazza di Testaccio. «Dotiamo la città di una struttura tra le più belle del sistema mercatale capitolino», dice l'assessore alle attività produttive Davide Bordoni, presente all'inaugurazione insieme al collega alla Mobilità Antonello Aurigemma ed al consigliere comunale Pdl Alessandro Cochi. Il nuovo Testaccio è un'opera costata 18 milioni di euro, ma a costo zero per l'amministrazione capitolina. A tirare fuori i soldi ci ha pensato infatti un concessionario privato in cambio della gestione economica del complesso che è dotato anche di un parcheggio di seimila metri quadrati per 270 posti auto. Una struttura in project financing, così come è già accaduto per il mercato di "Trionfale" e quello di Ponte Milvio. «Questo è uno dei mercati più belli di Roma dice soddisfatto Alemanno, dopo il suo giro nell'area archeologica Un luogo dove la gente si può incontrare, dove le attività commerciali si fondono con la vita del quartiere e che, dopo la riqualificazione della piazza, farà vivere e funzionare bene tutta la zona. Un passo avanti per la città». Concepito come gli antichi mercati all'aperto nelle piazze di Roma, il nuovo Testaccio è quasi del tutto autosufficiente dal punto di vista energetico nel rispetto della normativa sul risparmio energetico inserita nel regolamento edilizio di Roma capitale.