Una relazione metteva in evidenza i danni alle quattro opere di marmo. Le critiche del centrodestra La vicenda della statua di Marc'Aurelio spostata dal cortile di Palazzo Valentini, assieme ad altre tre statue, per essere restaurata, continua ad essere al centro dell'attenzione. Oggi stesso un cronista de «II Giornale» avrà la possibilità di visionare l'opera d'arte del III secolo d. C. nel laboratorio dove si sta effettuando il restauro. Rispondendo alle richieste di chiarimento dell'opposizione, l'assessore agli Affari generali Francesco Bozzi, durante il question time in Consiglio, aveva confermato che le quattro statue « necessitavano di un urgente intervento poiché in realtà lo stato conservativo era oggettivamente critico». Poi l'assessore aveva fatto riferimento alla relazione del Conservatore di Palazzo Valentini, l'architetto Del Signore. Secondo il documento le statue «presentavano superfici disgregate con numerose tracce di solfatazione, fessurazioni e microfratture con evidente mancanza di materiali, depositi coerenti e incoerenti, ingiallimento delle superfici, numerose tassellature e riadesioni effettuate con stuccature improprie e cromaticamente alterate, ampie macchie aranciate frutto dell'ossidazione dei perni interni e via dicendo, fra cui alterazioni morfologiche del marmo con perdita di ampie porzioni di modellato, numerosi e localizzati fenomeni di polverizzazione». Una diagnosi impietosa, insomma, che rende ancor più difficile accertare se la statua di Marc'Aurelio sia caduta in terra lesionandosi (come sostengono alcuni consiglieri dell'opposizione), oppure sia stata adagiata in terra dopo che erano state staccate la testa e un braccio (come sostiene la presidenza della Provincia). Il centrodestra anche ieri ha spaiato ad alzo zero contro i vertici di Palazzo Valentini. «Non so quando Gasbarra - ha detto Piergiorgio Benvenuti, di An - capirà che è tempo di finirla con le sue bugie sulle statue di Palazzo Valentìini e che è arrivato il tempo di dire la verità almeno sul perché si sia deciso di spostarle e su quale sarà la loro prossima collocazione». Il capogruppo di An alla Provincia ha aggiunto: «Non è ammissibile giustificare questo intervento di restauro adducendolo al fatto che queste opere d'arte non hanno mai avuto manutenzione, tutti ricordano come la giunta Moffa avesse previsto dei lavaggi periodici per non lasciare che vi si depositassero polveri ed altri componenti dannosi. Sembra piuttosto evidente - ha sottolineato Benvenuti - che lo spostamento sia finalizzato a liberare ulteriormente il cortile già trasformato da questa Giunta in un antiestetico garage per le macchine della Prefettura. Ma chi crede di essere Gasbarra, Napoleone che gestiva, spostava e si appropriava dei beni archeologici come se fossero suoi beni personali?». «Inoltre - ha aggiunto Francesco Petrocchi - trovo che la giunta Gasbarra si copra di ridicolo quando cerca di leggere le foto dell'incidente accaduto alla statua del Marco Aurelio come l'immagine della statua adagiata in terra in un momento del trasloco. Si continua a negare l'evidenza ma noi siamo pronti a far parlare i testimoni e tutti coloro che ancora sono frastornati dall'assordante rumore fatto dall'opera marmorea che cadeva».
Oggi verifica sulla statua di Marc'Aurelio in laboratorio
Il centrodestra continua a criticare il centrodestra per la spostamento delle quattro opere di marmo, tra cui la statua di Marc'Aurelio, dal cortile di Palazzo Valentini per essere restaurate. L'assessore agli Affari generali Francesco Bozzi ha confermato che le statue necessitano di un urgente intervento poiché lo stato conservativo è oggettivamente critico. La relazione del Conservatore di Palazzo Valentini, l'architetto Del Signore, descrive le statue con superfici disgregate, fessurazioni e microfratture, e alterazioni morfologiche del marmo.
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