Nel corso dell'ultima seduta della Commissione Urbanistica l'assessore Cerri ha illustrato le decine di interventi che comporranno la cosiddetta "variante di utilità pubblica" riguardante aree ed edIfici per la maggioranza di proprietà comunale, che dopo cambi di destinazioni d'uso verranno venduti. Per ora solo ipotesi visto che la giunta non ha ancora approvato la delibera di avvio del procedimento. Tra le tante novità anche la vendita degli immobili del CTP 6 in via Contessa Matilde per farne alberghi e residenze turistiche Una variante di "utilità pubblica" che in realtà punta a vendere quel patrimonio di beni che il Comune, ma anche altri enti pubblici, provano a vendere tramite i loro piani di alienazioni senza riuscirvi. In altre parole una variante per la valorizzazione, realizzata principalmente attraverso il cambio di destinazione d'uso e la possibilità di costruire residenze e strutture ricettive. Una ricetta per nulla innovativa, che si scontra con quella crisi del mercato immobiliare provocata da una crisi generale ben più grave con cui però, ancora una volta, l'Amministrazione non sembra voler fare i conti fino in fondo. L'obiettivo è: vendere a tutti i costi. E così si cerca di rendere appetibili alcuni gioielli di famiglia attraverso varianti ad hoc - fatte a un anno dalla scadenza del mandato - di cui molte vanno a cambiare le previsioni già mutate con la variante del 2009. Una mega-variante che l'Amministrazione definisce "di utilità pubblica", ma che di pubblico ha solo la proprietà delle aree e degli edifici per la stragrande maggioranza appartenenti al Comune. Se ne parla da tempo, anche se ancora non vi è nessun documento, tanto meno l'avvio del procedimento attraverso la delibera di giunta relativa. A illustrare le decine e decine di interventi di cui è composta - senza però fornire numeri e cifre ma solo indicazioni generali - è stato l'assessore all'Urbanistica Fabrizio Cerri nel corso della commissione urbanistica svoltasi nella giornata di martedì 26 giugno. Una commissione in cui non sono mancate polemiche e critiche aspre, soprattutto da parte del Pdl proprio per la mancanza di qualsiasi documentazione. A spiegare gli obiettivi della variante è lo stesso Cerri in apertura della sua relazione durata oltre due ore: "Intendiamo la gestione del patrimonio non come mera conservazione statica ma come risorsa. Nel precedente mandato è stato portato a termine un importante piano di valorizzazioni che ha permesso di abbattere il debito, garantire gli investimenti e i servizi sociali. E anche in questo caso tutte le risorse che scaturiranno dalle alienazioni verranno usate per gli investimenti e non per la spesa corrente". Di fatto la variante serve a provare a sbloccare un piano delle alienazioni che negli ultimi anni è rimasto solo sulla carta: nel 2011 sono stati venduti beni per meno di 2 milioni di euro, e nel 2010 era andata ancora peggio. Proprio rispetto alla tempistica del provvedimento l'assessore spiega: "Qualcuno potrebbe sollevare obiezioni sul fatto che procediamo con questa variante a fine mandato. Io credo che tutte le amministrazioni debbano lavorare fino all'ultimo giorno. Con questa operazione noi consentiremo a qualsiasi amministrazione che verrà di disporre di importanti risorse". Infatti, i tempi per l'iter di approvazione di questa mega-variante che ridisegnerà la città, non sono per nulla brevi. " Penso che si potrà arrivare alla delibera di adozione fra 2- 4 mesi, realisticamente entro il mese di Settembre". Per quanto riguarda le aree e gli edifici di proprietà comunale inseriti nella variante l'assessore specifica che "si tratta di beni o già inseriti nel piano di dismissioni, o che, se sono attualmente utilizzati, saranno dismessi solo dopo che le funzioni che vi si esercitano non saranno collocate in altra sede". Cerri inizia così un lunghissimo elenco di interventi che riguardano tutto il territoriale comunale, 10 nel solo litorale, e che prevedono generalmente o incrementi di superfici - al riguardo l'assessore utilizza sempre l'aggettivo "piccoli" - o cambi di destinazione d'uso a residenziale e ricettivo turistico. E' questo il caso, a mero titolo di esempio, di una proprietà non comunale, ma dell'Aoup. Parliamo dell'Ortopedia di Calambrone, situata sul viale del Tirreno di fronte alla Stella Maris. La struttura fino a settembre del 2007 ospitava i reparti di ortopedia, riabilitazione e chirurgia della mano, per un totale di circa 200 pazienti. Si estende su una superficie di quasi 20.000 metri quadrati ed è costituita da tre corpi di fabbrica e un chiostro centrale. Andate deserte le due aste, l'Azienda ha chiesto il cambio di destinazione d'uso dell'immobile da servizi sanitari a RTA (residenze turistico alberghiere). Ma se questa trasformazione era nell'aria da tempo è una novità assoluta l'indirizzo della giunta di disfarsi degli storici immobili della Circoscrizione in via Contessa Matilde. "L'ipotesi - spiega l'assessore - è quello di ricollocare la sede del CTP 6 e delle associazioni che vi si ritrovano in un luogo ancora da definire e cambiare la destinazioni degli edifici a RTA, visto che ci troviamo vicinissimo alla Torre e quindi riteniamo valida un'operazione di valorizzazione. Anche la casa del custode si destinerà a residenze". Ancora: questa variante per le ex-Fabio Filzi prelude - e può servire da apripista - a una mega operazione di valorizzazione di cui da tempo si parla in città: ovvero la dismissione e alienazione dell'Iti "Leonardo da Vinci" di proprietà della Provincia sito in via Contessa Maltide. Superfici ingenti e un valore complessivo che, vista la prossimità con la Torre, potrebbe rappresentare un vero e proprio affare considerata anche la riorganizzazione complessiva di tutta quella parte di città legata all'operazione "nuovo stadio" e al pensionamento dell'Arena Garibaldi. Una canzone molto popolare negli anni Novanta recitava in una strofa: "Questa casa non è un albergo". Nel caso della Pisa del futuro potremmo chiosare: "Questa città è solo un albergo". La discussione è aperta.